C’è una domanda che mi tiene sveglio la notte: si può restare insensibili di fronte alla tragedia causata dalla morte di un bambino innocente? La risposta all’apparenza sembra semplice e per la maggior parte di noi certamente lo è; ma, fissando il soffitto durante le lunghe ore di veglia notturna, ho realizzato che in verità non è così semplice.
Ha stretto il cuore di tutti in una morsa, quello che è successo a Napoli nei giorni scorsi, la vicenda del “cuore congelato” destinato a ridare vita ma che in realtà ha portato alla morte il destinatario del trapianto, ha tenuto con il fiato sospeso una nazione intera. Non è accettabile quello che è successo e chi ha sbagliato deve essere messo in condizione di non sbagliare più, deve essere perseguito e deve pagare il “fio della colpa” anche mettendo mano al portafogli.
Programmi televisivi interamente dedicati alla terribile disgrazia, fiumi di parole versati tra post social, articoli giornalistici e chiacchiere da bar; migliaia di candele accese, mazzi enormi di fiori, messaggi, peluche e lettere lasciati davanti al Monaldi, ospedale napoletano dove è avvenuto il fattaccio, tutto ha concorso a far si che il cuore di tutti gli italiani sanguinasse copiosamente, e così anche il mio.
E allora perché non succede la stessa cosa quando certe informazioni vengono rese note? Anzi sembra che in certe occasioni la nostra sensibilità la chiudiamo in cantina e buttiamo via la chiave. Mi riferisco particolarmente ad una notizia diffusa negli ultimi giorni come se fosse un aggiornamento al numero di tragedie che il nostro sfortunato pianeta fronteggia quotidianamente. Sapete quanti conflitti si combattono nel mondo? Stando ai più informati sono 56 le guerre, piccole o grandi, nuove o vecchie che insanguinano la nostra terra.
E sapete quanti bambino sono coinvolti in queste operazioni belliche? Una cifra per difetto stima in 500.000.000 (CINQUECENTO MILIONI) i bambini, i ragazzini, gli adolescenti che subiscono i danni e le conseguenze delle diatribe tra nazioni. E, ditemi, quante di queste guerre riempiono i pomeriggi delle televisioni nazionali? Quanti di questi avvenimenti tengono banco nei post, nelle chiacchiere, nelle notizie dei giornali e dei telegiornali? Quante candele, quanti mazzi di fiori, quanti peluche, lettere e messaggi sono depositati davanti alle sedi di governo di tutti paesi del mondo?
La risposta la conoscete già. Ed io mi chiedo alla fine: sono cinico se resto impassibile davanti a tutte le nefandezze di questo mondo? Debbo strapparmi le vesti perché non riesco a piangere raccogliendo notizie di morti incolpevoli e innocenti?
In questo momento il “piccolo napoletano senza cuore” è un bambino d’oro: tutti lo cercano, tutti lo vogliono, tutti lo amano, finché un’altra tragedia non prenderà il suo posto. E allora le attenzioni di tutti cambieranno direzione e, appena dopo la curva, tutto sparirà alla vista, ed i nostri sguardi addolorati, si rivolgeranno altrove, almeno fino alla curva successiva, con buona pace di tutti quegli esseri innocenti che si apprestano a morire ogni giorno nel mondo.
“E noi fermi, con la nostra faccia sotto i tuoi piedi, senza chiederti nemmeno di stare fermo, puoi muoverti quanto ti pare e piace e noi zitti sotto…” (cit.).

