Angri ha bisogno che si agisca sui tanti problemi irrisolti, sulle tante e troppe iniquità e poca trasparenza svolta da chi aveva il dovere di garantirla ma ha invece cannabilizzato il Comune rendendo i cittadini dei clienti e non garantendo partecipazione. Non ci interessano distrazioni pseudo moralistiche con lettere di corvi o altre dicerie, contano invece i fatti e questi purtroppo come testimoniano le ultime vicende dell’amministrazione comunale ci dicono ben altro. Gli angresi hanno capito chi li ha presi in giro per anni.
Con la mancata approvazione del bilancio, assunzioni e graduatorie a pochi giorni dal voto, appalti milionari con concorrenti unici e opere pubbliche fatte male e in molti casi decise in altri tempi. Gli angresi vogliono lasciarsi alle spalle un periodo cupo della città barattata in altre sedi e per mere esigenze personalistiche. Nelle case tra le famiglie e le imprese abbiamo avuto la conferma di quanto gli angresi non vogliono più. Con noi avranno una vera partecipazione, mortificata in questi anni, apriremo subito centri di quartieri e ridaremo dignità ai cittadini che devono condividere le scelte sul presente e il futuro della città.
Angri ha bisogno di veder ripristinato un dialogo che consenta di mettere mano alle tante inefficienze e inefficacia di un’amministrazione chiusa in se stessa e ingiusta con scelte assai discutibili. Sono un garantista ma oltre alla giustizia amministrativa e penale c’è una regola condivisa che è quella della dignità che si coniuga con etica e responsabilità. Domenica 31 maggio invito gli elettori a fermare ciò che non è mai cambiato e darci fiducia per un impegno vero.

