Ancora un opificio a finire sotto la lente di ingrandimento dei residenti. Questa volta una nota industria conserviera con sede nella zona periferica delle campagne dovrà adeguare i propri impianti alla vigente normativa in materia di inquinamento acustico. Ciò a seguito di una relazione tecnica
fonometrica dell'Arpac che ha indotto Palazzo di Città ad emanare una specifica ordinanza, firmta dal dirigente del settore territorio e ambiente Vincenzo Ferraioli.
Urgente la necessità di realizzare "opportuni interventi di contenimento acustico attraverso un piano di risanamento" con riguardo a diversi punti dell'azienda. Ad essere stato sollecitato l'amministratore unico della srl che dovrà entro trenta giorni provvedere a presentare un progetto anche perchè "qualora non sarà dato seguito a quanto prescritto dal presente provvedimento si procederà alla sospensione dell'attività", è ancora scritto nell'atto. E' anche chiarito che tutti gli interventi "dovranno essere completati entro i tre mesi successivi dall'approvazione del progetto".
Tempi stretti, quindi, per sanare una problematica di natura tecnica che però ha risvolti per quanto attiene la salute dei cittadini. Quella della presenza promiscuità tra industrie e civili abitazioni è un problema che riemerge con una certa frequenza dato il disordinato sviluppo urbanistico che ha riguardato il territorio nell'ultimo trentennio. Pippo Della Corte
