Consiglio comunale infuocato per discutere dei dubbi che circondano, ormai da tempo, l’azienda speciale Angri Eco Servizi. Nel civico consesso il sindaco Pasquale Mauri ha fornito la propria versione dei fatti su una vicenda spinosa e fin troppo dibattuta. «In ordine al personale assunto – ha spiegato il primo cittadino – dobbiamo chiarire che se ne occupa la Tempor, società reclutata a seguito di una regolare gara: quindi chi oggi dice
qualcosa di diverso dice una nonverità. Per quanto riguarda il personale che avevamo, dovete sapere che all’interno di quella società c’erano dei valenti dipendenti che hanno lavorato per lungo tempo, purtroppo c’è stata una legge che non consentiva più di poter far lavorare le stesse persone per un periodo superiore ai 36 mesi ».
E ancora: «Era intendimento di quest’amministrazione espletare un concorso per dare una collocazione a tutti coloro che avevano i titoli e le qualità per essere assunti, e per evitare che anche le assunzioni di tipo temporaneo potessero avvenire attraverso la società interinale, avvalendoci della graduatoria per esigenze future. Quindi, queste persone dal momento che non sono state più chiamate dal direttore Novi, si sono avvalse dell’istituto del contenzioso, rispetto al quale noi tutti avevamo interesse a chiuderlo positivamente».
Così il sindaco Mauri ha concluso la sua versione dei fatti: «La società ha chiamato i dipendenti per tentare di trovare una soluzione: cinque o sei hanno fatto un accordo dinanzi al giudice a Nocera Inferiore dicendo di essere disponibili ad azzerare il contenzioso in cambio di altri tre anni di lavoro. Altri non hanno voluto accettare ed è stata una loro scelta, perché questo tipo di soluzione, attraverso una comunicazione fatta anche dal direttore Novi, è stata prospettata a tutti gli undici dipendenti. Per cui chi ha aderito lo ha fatto spontaneamente e chi non ha aderito lo ha fatto altrettanto spontaneamente».
A questa ricostruzione dei fatti il capogruppo consiliare di Battiti per Angri, Marcello Ferrara, ha contrapposto una visione diversa: «Tutto quello che sta succedendo alla nettezza urbana non va bene. È opportuno, dunque, fare chiarezza, io mi ribello a tutto questo perché non è giusto che ad Angri le cose vadano in un certo modo, e soprattutto non è pensabile pensare di chiudere questa discussione come se niente fosse successo. Cerchiamo di non prenderci in giro, e non fatemi arrivare al punto di dover fare nomi o cacciare fuori le carte, i dischetti, e quant’altro che ho ricevuto nella buca della posta: e a buon intenditor pocheparole ». Una questione che sembra lontana dal chiudersi. Maria Paola Iovino
