Non è bastato conquistare 29 punti su 33, a Mario Di Nola, per chiudere il girone di andata in vetta alla classifica: il distacco accumulato dall’Angri nelle prime quattro giornate, prima del suo arrivo sulla panchina grigiorossa, ha reso impossibile (almeno per ora) il sorpasso. Ma il nuovo Angri,
quello nato all’inizio di ottobre, che a metà campionato si ritrova secondo, ad una sola lunghezza dalla Sarnese capolista, è pronto a completare l’opera nella seconda metà del campionato.
«Abbiamo praticamente colmato il gap che ho trovato al momento del mio insediamento – spiega con una punta di orgoglio Di Nola – Purtroppo abbiamo trovato una squadra, la Sarnese, che sta andando altrettanto forte, ma da quando ci sono io l’Angri ha fatto meglio di tutti». Per la promozione in serie D, in ogni caso, ci sarà da lottare. E non solo con la Sarnese.
«Due nomi su tutti: Sarnese e Virtus Scafatese. Sono entrambe temibili, anche se per ora la classifica premia la Sarnese. Ma non bisogna sottovalutare la Libertas Stabia, perché i punti che ha messo insieme nel girone di andata non possono essere un caso. La Pro Scafatese, invece, è forse un gradino più in basso, anche per la sconfitta a tavolino che dovrebbe arrivare per il derby».
Le avversarie non mancano, dunque. Però Di Nola sa di potersela giocare con chiunque. «La verità è che temo solo noi stessi: abbiamo un organico importante, che mi soddisfa in pieno. Certo, tutto è migliorabile e per questo continueremoa stare alla finestra, ma interverremo solo se ci sarà un’occasione importante».
Del resto il progetto, ambiziosissimo, è appena partito: «Nel giro di tre o quattro anni vogliamo portare l’Angri lì dove non è mai arrivato. Per far ciò saranno fondamentali i lavori al “Novi” e il sempre più consistente sostegno da parte della tifoseria, che già sta iniziando a dare risposte importanti, ma che io vorrei ancor più calda e numerosa: solo con l’aiuto dei nostri tifosi riusciremo ad arrivare in alto». (fonte: IlMattino)
