Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, ho assistito a sprazzi all'ultima seduta del consiglio comunale. Quella per intenderci che ha ratificato le ambiguità di taluni che, essendo alla strenua ricerca di un "posto al sole", hanno fatto pesare le proprie assenze garantendo l'approvazione del bilancio di previsione 2013 e vita all'amministrazione. I tre consiglieri presto andranno alla cassa nel tentativo di riscuotere (politicamente parlando) l'atteso compenso. Una scelta
che di certo peserà, e non poco, sui già delicati equilibri in seno alla maggioranza-minoranza.
Non entro, inoltre, nel merito dei lavori non avendo presenziato per l'intera durata della riunione (per ovvi limiti fisici e fisiologici). Il sindaco Mauri, solitamente dotato di una discreta verve agonistica, mi è sembrato stanco, appesantito, stufo, quasi svogliato.
Segni evidenti di come sia arduo in determinati contesti indossare la fascia tricolore anche per chi è portatore di lunghi anni di esperienza e malizia politica.
Caro sindaco, non si faccia logorare, non si faccia mettere alle corde come un pugile ormai fiacco. Il tentativo in atto è chiaro: l'obiettivo è rosolarla a fuoco lento. Cambi strategia!
Piuttosto che rodersi e consumarsi nel tentativo arduo di mettere insieme i pezzi del coccio ormai quasi rotto sorprenda l'intera comunità cittadina e la platea politica: si dimetta! Causi lo scioglimento anticipato dell'assise rispedendo a casa chi ora sta con lei, ma domani potrebbe pugnalarla alle spalle.
Rovesci il tavolo spiazzando i commensali. Inoltre, volendo essere imparziali, chi oggi ad Angri ha la sua capacità di aggregazione, chi può godere della sua leadership riconoscitua da un gruppo coeso, chi ha voti e consenso? I suoi potenziali avversari, sia di qua che di là, o sono in aperto conflitto con il partito di provenienza, o circondati da "nani e ballerine" in cerca delle solite prebende. Insomma, eventuali elezioni anticipate potrebbero avvantaggiarla bruciando gli altri sul tempo, perchè poco organizzati e radicati. In questi giorni di festa, che le auguro sereni, rifletta su questa proposta non così bizzarra. Pippo Della Corte
