Dodici lavoratori hanno citato in giudizio Angri Eco Servizi per un totale di poco più di ottocentomila euro. Nuova gatta da pelare, quindi, per l’azienda speciale cittadina e per il Comune. L’azione risarcitoria avviata riguarda, quindi, un importo elevato che se sborsato potrebbe mettere in seria difficoltà le finanze della struttura di via Stabia.
Aes è legata al Municipio da un rapporto di prestazioni e controprestazioni, a seguito del pagamento di un canone annuo. Mai prima d’ora si era verificato un così evidente scontro tra l’azienda e i lavoratori. Attualmente ne sono impiegati circa una cinquantina a tempo indeterminato. Sullo
sfondo proprio i rapporti contrattuali che a dire degli operatori ecologici non sarebbero stati rispettati. Ad esprimersi in merito dovrà essere la Sezione lavoro del Tribunale di Nocera Inferiore, se nel frattempo dovessero fallire eventuali tentativi di conciliazione bonaria tra le parti. Un muro contro muro che potrebbe aprire nuovi e imprevedibili scenari.
A difendere Palazzo di Città sarà l’avvocato dell’Ente Antonio Pentangelo. Da poco più di un decennio l’azienda si occupa di tutto il ciclo dell’igiene urbana: spazzamento delle strade, ritiro rifuti, manutenzione dei giardini e del verde pubblico, pulizia delle caditoie.
Da alcuni anni è impegnata anche nella gestione della sosta a pagamento. Una pluralità di funzioni, insomma. Gli operai hanno chiesto «di accertare e dichiarare che tra le parti in causa è intercorso un rapporto di lavoro subordinato, dipendente e a tempo indeterminato, dichiarare nulli o inefficaci o illegittimi i contratti di lavoro a tempo determinato con condanna al risarcimento del danno prodotto oltre interessi a titolo di differenze retributive per lavoro straordinario effettuato, oltre interessi con vittoria di spese e competenze di causa».
In sintesi i lavoratori vorrebbero un risarcimento per l’aver svolto funzioni inquadrabili all’interno di un contratto diverso rispetto a quello per il quale hanno percepito il salario, non a tempo determinato, bensì indeterminato e subordinato. Una situazione delicata che ripropone dubbi sulle modalità di assunzione effettuate e su alcuni criteri adottati per l'inquadramento dei lavoratori. Ora a dover decidere nel merito sarà il giudice del lavoro. Pippo Della Corte
