Canoni idrici prescritti da anni, ma il Comune chiede comunque più di centomila euro agli utenti. Si tratta delle bollette riguardanti il servizio idrico con riferimento agli anni che vanno dal 1998 al 2001 per le quali la riscossione coattiva è stata affidata a Equitalia Servizi spa.
I crediti vantati dal Municipio sono, però, prescritti considerato che il periodo entro cui poter richiedere il pagamento dell’acqua è di cinque anni come indicato anche dall’articolo 2948 del codice civile. In caso contrario scatta la prescrizione, a patto
che non siano intervenuti nel corso degli anni atti interruttivi della stessa.
Un aspetto che però dovrà essere dimostrato dall’ente creditore, o dal soggetto incaricato della riscossione attraverso le ricevute delle raccomandate, se in loro possesso. Non si placa, quindi, il muro contro muro tra contribuenti e Palazzo di Città anche in virtù del fatto che gli importi calcolati sono forfettari, vista l’assenza della lettura dei contatori.
Da evidenziare comunque che a seguito della modifica dei parametri adottati per la fatturazione, passati dai 72 metri cubi pro capite ai 18,25 metri cubi, gli importi richiesti si sono notevolmente ridotti.
Una decisione assunta dall’attuale maggioranza retta dal sindaco Pasquale Mauri sconfessando l’operato delle precedenti gestioni anche commissariali. Per quanto riguarda le annualità 98-99 gli utenti morosi sono 305 e secondo i calcoli elaborati dal settore programmazione e risorse devono versare un importo di poco superiore ai 19 mila 500 euro.
Molto superiore, invece, quanto calcolato per le annualità 2000 e 2001. In questo caso gli utenti morosi sono pari a 1293 per un importo di circa 99mila euro, ciò nonostante siano stati effettuati numerosi discarichi amministrativi regolarizzando la posizione di centinaia di cittadini. Discorso diverso per quanto riguarda i canoni delle acque reflue.
Secondo una recente sentenza della Suprema Corte il pagamento non è dovuto se il depuratore non è in funzione, oppure se non presente all’interno del comune di appartenenza. Gli importi sono comunque stati conteggiati come entrate nel bilancio comunale. La polemica sembra destinata a inasprirsi. Pippo Della Corte
