Canoni di depurazione per le acque reflue: il Comune è stato condannato a rimborsare quota parte dell’introitato, al pagamento delle spese di lite, oltre al proprio avvocato difensore. In totale un esborso pari a circa 1500 euro. A stabilirlo una recente sentenza emessa dal Giudice di pace che ha favorevolmente accolto un ricorso.
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n sostanza, il cittadino aveva chiesto invano al Comune di ottenere la restituzione di quanto, a suo avviso, illegittimamente pagato e pari a poco più di 78 euro.
Trascorso invano più di un anno, e in attesa di un eventuale accordo bonario e transattivo, l’utente ha deciso di ricorrere in giudizio per ottenere un chiarimento definitivo.
Il Municipio, risultato soccombente, ha nel 2010 dato mandato per la propria difesa ad un avvocato esterno.
Una condanna dal sapore paradossale che ha comportato per le casse cittadine un esborso di diciassette volte superiore a quanto avrebbe potuto restituire all’utente.
Il Municipio, quindi, dovrà restituire all’utente quota parte di quanto già versato pari a 51,46 euro, pagare l’onorario al proprio difensore pari ad un importo lordo di 1162,29 euro, infine liquidare le spese di giudizio pari 250 euro (oltre Iva e Cpa) all’avvocato che ha difeso il ricorrente. Insomma, dopo il danno la beffa. Una situazione che potrebbe ancora ripetersi se il Comune non intenderà stabilire procedure diverse. Pippo Della Corte
