Qualcuno è riuscito anche a meravigliarsi in seguito alle dichiarazioni di indipendenza rilasciate dagli ormai ex rappresentanti del centro destra locale che hanno deciso di lasciare il Pdl per orientare le attenzioni altrove. Nell’era del trasformismo politico l’azione della triade angrese non fa certamente clamore, tuttavia, potrebbe far discutere qualora la scelta di abbandonare il galeone “pidiellino” fosse propedeutica al passaggio tra le file del “gruppo dei consiglieri responsabili”, movimento che fa proseliti nel civico consesso angrese, tappa che anticipa il passaggio ufficiale tra le fila dei “maurioti”.
Il confine tra passaggio ufficiale e appoggio esterno è raffigurato da una linea sottile e da una condizione “borderline” di tendenza nella politica doriana che vive un momento di estrema crisi di identità. Conti alla mano, supportati dalla dichiarazioni dei protagonisti, il consiglio comunale è privo di esponenti aderenti ai principali partiti politici, Pd e Pdl.
Il
partito democratico galleggia, tenta di sopravvivere ma diventa sempre più arduo codificare le condotte del consiglio direttivo e dei consiglieri o ex consiglieri comunali del Pd.
Una rottura figlia di personalismi che ha contribuito a frammentare un partito che nelle ultime amministrative ha raccolto oltre 1600 voti e ha portato a votare alle primarie del centro sinistra, grazie anche al supporto della sinistra doriana, poco più di mille persone. Consiglieri da una parte e direttivo dall’altra!
Nulla di nuovo nel Principato doriano considerato che le medesime situazioni hanno caratterizzato prima i Ds e poi La Margherita!!! Chi assiste e gode dello sgretolamento altrui è il governatore Mauri, cui vanno riconosciute qualità politiche che sul territorio non hanno eguali.
La strategia della “rottura” messa in campo dal discendente della democrazia cristiana sta sortendo gli effetti sperati, ottenuti con assoluta facilità grazie all’abboccamento di rampolli di primo pelo pronti a concedersi al primo adulatore. Per completare l’opera il primo cittadino angrese avrebbe necessità di abbattere l’ultimo baluardo, gli operatori dell’informazione locale, che gli consentirebbe di veleggiare a vele spiegate!
La tattica dell’azione denigratoria applicata sin dai primi giorni di sindacato non ha prodotto frutti e per ottenere il consenso delle “sentinelle della città” altre strade sono state imboccate e qualche operatore del nostro settore non ha esitato ad accomodarsi al banchetto, altri ancora hanno provato a partecipare alla lunga “tavolata” ma l’ingordigia incontentabile ha obbligato il padrone di casa a metterli alla porta! Nessuna condanna, nessun giudizio poiché ciascuno è libero di adottare le scelte che ritiene giuste ed essenziali.
Fondamentale sarebbe, però, non vestirsi degli abiti di moralizzatori della comunità poiché si rischia, concretamente, di gettare fango su una categoria seria e professionale che da anni opera, seppur con idee e strumenti differenti, con l’unica finalità di informare i cittadini. E' opportuno il distinguo… Luigi D’Antuono
