POSEIDON: Marrazza, Graziuso, Marino, Di Stefano, Maresca, D’Alessio, Grimaldi (5’st Crisci A.), Branca (25’ st Iadeluca), Melella, Melillo, Crisci Ant. A disposizione: Maiellaro, Cembalo, De Rosa, Nacarlo, Gallotto. Allenatore: Mangieri.
CITTA’ DI ANGRI: Inserra, D’Amato, Mainardi, Della Femina, Amarante, Santaniello, D’Ambrosio (8’ st D’Antonio, 40’ st De Prisco A.), Galdi, Falcone, Ferraioli, Montella (25’ st Giammetta). A disposizione: Bracciante, Montuoro, Criscuoli, De Prisco E. Allenatore: Criscuolo.
Arbitro: Russo di Torre Annunziata
Reti: 15’ st Galdi, 27’ st D’Antonio, 30’st Falcone
Comincia con la luce naturale e finisce con quella artificiale. Comincia, soprattutto, con una vittoria in scioltezza e alla distanza
firmata dai gol messi a segno nella seconda frazione di gioco da Galdi, D’Antonio e Falcone. Passa facile il Città di Angri sul rettangolo di gioco della Poseidon, malgrado pesanti defezioni di giornata, roba che costringe Criscuolo a variare parecchio sul tema delle precedenti uscite.
Mancano in difesa sia Abate che Correale: ecco allora capitan Amarante, schierato da trequartista nelle uscite amichevoli, indietreggiare fino ad occupare la postazione di difensore centrale, andando a giostrare accanto al ragazzino figlio d’arte Santaniello. In mezzo al campo manca Rodio ma almeno c’è Della Femina (non al meglio).
Nella formazione ben cinque under, con quello d’attacco Montella ad accompagnare l’azione del rinato Falcone. Spicca sulla fascia il classe ’96 D’Ambrosio: uno dei più giovani in assoluto a livello di baby di coppa. Un paio di spunti a testa nel primo tempo. Fino aquando riesce a tenere botta, in particolare a livello fisico, la squadra di Mangieri maschera inferiorità tecnico e lacune d’organico. Ma nel secondo tempo gli angresi accelerano e vanno subito al sodo. Galdi li porta in vantaggio chiudendo la bella triangolazione con Ferraioli.
Poi raddoppia D’Antonio (subentrato a D’Ambrosio ma poi costretto ad uscire per infortunio): insacca sul secondo palo, imbeccato da Della Femina. Il tris lo confeziona Falcone in acrobazia: rovesciata vincente dopo traversa centrata da Amarante. Altre occasioni e qualche legno santificano e legittimano il successo degli ospiti.
