L'ennesima aggressione consumata al pronto soccorso dell'Umberto I. La situazione insostenibile, unita ad un aumento esponenziale – circa il 20% – dell'utenza vede come causa un nuovo tentativo di aggressione ai danni del personale medico. L'episodio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, quando intorno alle 14.00 è giunta al nosocomio una signora di Angri, accompagnata dal figlio, la quale presentava sintomi di vertigine e vomito.
Spostata in altra stanza per essere visitata, è stata poi dimessa nel tardo pomeriggio in buone condizioni. Ma durante l'attesa, il figlio ha cominciato a chiedere più e più volte ai componenti del personale medico quanto ci volesse per accertarsi delle condizioni del genitore.
Ed è bastato poco per farlo sbottare, perché preso dalla rabbia e dalla mancanza di risposte – o forse per la troppa attesa – l’uomo ha preso a pugni il vetro della sala Triage, danneggiandolo notevolmente.
A quel punto, i presenti hanno provato a calmarlo, ma l'uomo non contento se l'è presa con un infermiere strattonandolo violentemente.
Lanciato l'allarme alle guardie giurate del drappello dell’Umberto I, lo stesso non si è dato per vinto ed è entrato direttamente nella stanza dove la mamma stava ricevendo le visite.
Minacce e insulti sono state rivolte anche ai medici che si trovavano all'interno del reparto.
In pochi minuti sono giunte le guardie giurate che hanno intimato all'uomo di fermarsi, al fine anche di essere identificato.
Lo stesso però, dopo un leggero battibecco con gli stessi agenti, è salito in macchina ed è andato via. L'infermiere che ha subito l'aggressione si è fatto refertare, a causa di un forte stato d'ansia causato appunto dall’aggressione. Purtroppo episodi del genere presso il nosocomio nocerino sembrano essere all’ordine del giorno.
Il più delle volte chi accompagna un parente o un amico, si spazientisce in poco tempo e provvede anche da solo a spostare barelle e quant’altro in altri reparti al fine di non perdere tempo. Il personale presente fa quel che può, ma è innegabile che con la chiusura dello Scarlato di Scafati, Nocera Inferiore ha più di una difficoltà ad accogliere il triplo dell’utenza. Nicola Sorrentino – Metropolis
