Dopo la dura sfiducia del partito democratico ad Angri verso il gruppo consiliare, tuona Cosimo Ferraioli: «Non intendo aderire all’invito fatto dalla segretaria, perché ritengo sia un invito aberrante e allucinante. Noi siamo stati eletti democraticamente dal popolo democraticamente, che ci ha visti e collocati in questa formazione politica, e non si capisce quale è il capo d'imputazione, dovrebbe
essere eccesso di opposizione ». Ferraioli si fa interprete anche del pensiero del consigliere in quota Pd Lina Recussi.
«Noi non facciamo altro che mantenere fede all’impegno elettorale con coerenza, -continua Ferraioli- cercando di portare avanti le istanze dell’elettoratoche si riconosce nelle nostre posizioni».
Il clima si è avvelenato nel consiglio quando il partito ha fatto pervenire al sindaco Mauri un documento relativo alla posizione del Pd sul caso ex Mcm.
«Credo che rispetto a questa presa di posizione della segretaria, perché c’è solo la sua firma, ma non si sa se le sue posizioni sono avallate anche dal direttivo, -incalza- si debba fare chiarezza su cosa è imputato al gruppo consiliare ».
Ferraioli non capisce quale sia la violazione statutaria o del codice etico del Pd che è stata fatta, anche per potersi difendere nelle commissioni di garanzia. «Un grande partito come è quello democratico, -conclude il capogruppo consiliare- oltre alla pluralità delle posizioni deve essere rappresentato con coerenza». Maria Paola Iovino
