Con l'approvazione del bilancio di previsione entro il 30 giugno sarà salvo il finanziamento per riaprire la biblioteca di Angri: venerdì 29 giugno, la convocazione del parlamentino cittadino, per scongiurare la perdita del milione e 400mila euro dei fondi strutturali.
La struttura, chiusa al pubblico da quasi cinque anni per motivi di agibilità, è stata oggetto di un'interrogazione consiliare di Gaetano Longobardi (Pdl) ed in questi giorni di accorati appelli da parte del sindaco Pasquale Mauri e della Giovane Italia, per rammentare al parlamentino cittadino la necessità di approvare entro il termine del 30 aprile il bilancio di previsione.
Una condizione necessaria per far sì che il Comune non perda il finanziamento di un milione e mezzo di euro per il progetto di restyling della biblioteca comunale accordato (come unico Comune dell'intera provincia) il 18 luglio 2011 dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno per il progetto “Mens sana in corpore sano” del Pon “Sicurezza per lo Sviluppo. Obiettivo Convergenza” 2007/2013, in attuazione dell’Obiettivo Operativo 2.8 “Diffondere la cultura della legalità”, che pone come vincolo il rispetto dei termini previsti dalla legge per l’approvazione del bilancio.
L'appello è stato raccolto in modo compatto sia dalla maggioranza che dall'opposizione, che hanno assicurato il loro contributo in aula venerdì mattina (con inizio alle 9 nella Casa del cittadino). La struttura fatiscente di via Incoronati non è stata mai oggetto di interventi risolutivi per metterla in sicurezza e renderla nuovamente fruibile all'utenza. A seguito del finanziamento ottenuto, la Giunta comunale ha approvato lo studio di fattibilità del restauro, e l’opera è stata inserita nel Piano triennale delle opere pubbliche 2012-2014.
La destinazione sarà di biblioteca e sala lettura, ma anche centro di aggregazione giovanile. In verità, l’Amministrazione aveva anche vagliato la possibilità di allocare la biblioteca in alcuni locali di Palazzo Doria, però, anche su osservazione di cittadini disabili sulla non facile accessibilità dei locali, ha confermato la vecchia sede di via Incoronati. Francesco Rossi
