E' indagata per violenza privata Anna Consiglia Longobardi. La donna l’altro giorno si è data fuoco sulle scale del secondo piano del Comune, dopo aver portato, per l’ennesima volta, all’attenzione dei dipendenti dell’ufficio tecnico comunale, i disagi patiti dalla stessa e dal suo nucleo familiare, a causa dei rumori provenienti dall’Ompm, un’azienda vicino casa sua.
Intanto continuano le indagini dei carabinieri di Angri, guidati dal luogotenente Egidio Valcaccia. In seguito ai primi accertamenti dei militari, effettuati dal maresciallo Gerardo Botta, si evince che l’azienda, che risulta un’importante realtà nel settore dell’aeronautica, è stata sottoposta a diversi controlli, e non sono mai stati rilevati abusi. Intanto resta in prognosi riservata la signora Longobardi, ricoverata al centro grandi ustionati del Cardarelli di Napoli. Il quadro clinico della sessantatreenne angrese
resta preoccupante, ma si può escludere il pericolo di vita. I continui rumori, denunciati reiteratamente, hanno devastato totalmente la donna, al punto da spingerla a compiere un gesto così estremo.
Dopo la disperazione, deve essere prevalso il sentimento di rassegnazione. La città è sotto shock ma iniziano a levarsi gli interrogativi: c’erano stati segnali che lasciava- no presagire il gesto? Quanto è successo l’altra mattina poteva essere evitato? Nei prossimi giorni Valcaccia e i suoi uomini faranno chiarezza su queste ombre. Chi conosceva la signora Longobardi stenta a credere a quanto è successo. Viene descritta come una donna mite, ed una madre amorevole. Era diventata “di casa”, ormai, al Comune, da anni chiedeva risposte alle varie amministrazioni che si sono succedute.
Anche i dipendenti dell’ente la descrivono come “una brava signora”, avevano preso a cuore la sua situazione, ma nessuno immaginava che la disperazione prendesse il sopravvento. Nel frattempo migliorano le condizioni di salute dei brigadieri Agostino Amato e Mario Orecchio, i carabinieri che salvato la signora Longobardi dalle fiamme, la loro prognosi è di 15 giorni. Inoltre non sono in pochi quelli che si chiedono come ha fatto questa signora ad arrivare, indisturbata, con due bottiglie di benzina al secondo piano di palazzo di città, mettendo sotto i riflettori la questione sicurezza al Comune. E questo timore alberga tra i dipendenti dell’ente che raccontano altri casi in cui è stata messa a rischio la loro sicurezza. Maria Paola Iovino
