Negli ultimi tempi in ogni casa ormai c’è almeno un computer. Sempre più potenti questi Pc, da qualche anno hanno beneficiato dell’avvento dei processori multicore, i quali si sono fatti poi strada nell’immediato passato in tutti i device tecnologici che ci circondano, dai tablet agli smartphone, alle televisioni, fino alle automobili.
Maggiormente impegnata in questo lungo solco è stata sin da subito Intel, storico costruttore di Cpu. Ciò che per essa è iniziato con l’avvento dei primi Dual Core, oggi si presenta al meglio negli ultimi nati della casa di Santa Clara, con la classe di prodotti detta in gergo Ivy, gli Ivy Bridge appunto.
Gli Ivy Bridge sono uno sviluppo della precedente classe, la Sandy Bridge, che già tanto ha fatto parlare di sé, ma che con questo ulteriore passo avanti ha affinato ancora di più la velocità finale di calcolo ed ha migliorato in modo sostanziale la qualità costruttiva di questi nuovi i5 ed i7.
Oggi in particolare voglio parlare proprio di questa nuova serie degli i5 della famiglia 3000. Questa scelta è dettata da molti fattori, tra i quali il più marcato è il giusto compromesso tra prezzo e prestazioni, senza scendere in sterili spiegazioni sulla microarchitettura e su aspetti ben più tecnici, che potrebbero tediare il lettore meno esperto, lasciandoli ad altri luoghi e momenti.
Tornando al prodotto, queste Cpu, come sottolineavo poc’anzi, sono un ottimo connubio tra molti fattori, un altro dei quali è il consumo in termini di tensione richiesta alla macchina per far fronte alle richiesta stessa del processore. Con l’avvento di questi Ivy Bridge, infatti, Intel ha compiuto un notevole passo avanti, abbassando di molto il fattore tecnologico e costruttivo-microarchitetturale dei processori stessi e quindi diminuendo la richiesta di corrente per farli funzionare. Questo non solo va a favore dei nostri alimentatori ma anche a favore della corrente che consumiamo e del calore prodotto dai nostri Pc, ed in ultimo, ma non per ultimo, della nostra bolletta.
Questa classe di Cpu ha un fattore di consumo in termini di watt che va dai 45 ai 77 watt, valori medi e dichiarati dal costruttore ovviamente, che spesso si riferiscono a momenti in cui il processore è impegnato in calcoli di peso medio, ma che a mio avviso saliranno di certo quando il processore sarà sotto pressione e quindi svilupperà tutta la potenza a pieno carico. Stimo per questo che dai 77 nominali si possa tranquillamente arrivare anche ai 90watt, specialmente se iniziamo a pensare ad un già blando overclock del processore, con conseguente innalzamento della richiesta di consumi e della temperatura.
Anche dopo questa riflessione rimane comunque un bel passo avanti in qualità di consumi e calore dissipato, visto che parliamo mediamente di una velocità che si aggira di solito intorno ai 15 GigaHertz complessivi per tutti e quattro i core in funzione.
In queste nuove Cpu della serie 3000 sono integrate molte componenti prima facenti parte dei chipset, come il controller di memoria, il gestore del canale Pci eXpress 3.0 e la ormai onnipresente Gpu Intel HD. Sono due le differenti classi di Gpu Intel integrate in questi Ivy Bridge: la HD 2500 e la HD 4000. Entrambe le unità grafiche operano nel range 650 – 1150 MHz, differenziandosi solo per unità di calcolo, se per la prima infatti ne troviamo 6, per la sorella maggiore ne troviamo 16. Ovvio l’indirizzamento di questi controller grafici al medio uso domestico, come la fruizione di flussi multimediali, la riproduzione flash, il fotoritocco amatoriale, e la navigazione web.
Un’altra peculiarità non trascurabile di questi Ivy Bridge è la presenza del form costruttivo basato sul socket 1155, socket su cui è stata implementata anche la precedente generazione, una scelta questa dettata dalla facilità di costruzione e fruizione di questi socket nelle fabbriche dei vari partners e venditori di schede madri. Così facendo Intel ha infatti permesso ai vari produttori di continuare con la stessa linea produttiva ed avere già schede madri fisicamente adatte alla nuova linea di Cpu.
Questi Ivy Bridge hanno però evidenziato nel corso dei primi test sia un incremento delle prestazioni velocistiche rispetto alle proposte Sandy Bridge presenti sul mercato, sia valori di temperatura superiori soprattutto in caso di overclock. Una notizia questa su cui pongo poco l’accento, perché non dobbiamo dimenticare che l’overclok non è pratica né confacente a tutti gli smanettoni, che il più delle volte fanno piccoli danni, né coperta dalla garanzia del produttore. Atro fattore, poi, è la mancata necessità di spingersi oltre i 15 GigaHertz di default, almeno per il prossimo futuro, poi tra un anno vedremo.

Che dire in fine di questi i5 della serie 3000? Il prezzo non è per tutti, ma le prestazioni faranno gola a chiunque. Quindi, se siete dei grafici provetti, o dei video maker o, perché no, avete bisogno di un piccolo server da ufficio (come mi è già capitato di implementarne uno basandomi proprio su questa classe di processori) allora questi nuovi i5 sono quello che fa per voi, più che come spesa, come sottile investimento.
Bernardino Califano






