Così il compianto storico angrese Gaetano Marra amava ricordarli: «in una chiesetta povera per la gente povera, denominata Cappella Pisacane, al centro dell’antico crocicchio di via di mezzo, sotto l’altare in una bacheca di cristallo con larga cornice di legno tarlato, è esposto il gruppo di sette dormienti».
La leggenda, tramandata oralmente di padre in figlio, narra che questi sette uomini, divenuti cristiani, per sfuggire alle persecuzioni di Diocleziano, si rifugiarono in una grotta, dove dormirono miracolosamente per alcuni secoli. Essi, infatti, ancora oggi mostrano ai visitatori le monete con l'effigie dell'imperatore che non potettero spendere durante il lungo sonno miracoloso. Al loro risveglio, essendo mutata la lingua e i costumi, furono condotti in cielo da un angelo. Una leggenda che trova riscontro oltre che nella religione cristiana anche in quella islamica e a loro è stato dedicato uno splendido edificio “la moschea dei sette dormienti” costruita intorno all’anno 1100. Nella religione cristiana, il nuovo Martyrologium Romanum, libro che costituisce la base dei calendari liturgici e determina ogni anno le feste religiose, ricorda questi misteriosi personaggi i cui nomi sono Massimiliano, Malco, Marciano, Dionisio, Giovanni, Serapione e Costantino.
Angri vanta quindi di essere l’unica città sull’intero territorio nazionale dove è possibile ammirare le sette statue in cartapesta che raffigurano guerrieri con corazza dorata e tuniche rosse e gialle. Purtroppo il tempo non ne ha avuto rispetto per cui la cartapesta degli immortali guerrieri sta andando in rovina. “Bisogna correre subito ai ripari con un lavoro di restauro che le riporti all’antico
splendore prima dell’irreparabile; stiamo correndo un serio pericolo di perdere questo prezioso patrimonio proprietà di tutti i cittadini angresi”. È questo l’accorato allarme che Giovanni Rossi presidente dell’associazione onlus Panacea ha lanciato nella speranza che il popolo angrese contribuisca sensibilmente alla salvaguardia delle proprie opere d’arti.
La Panacea ha già contribuito fattivamente al restauro di altre opere presenti sul territorio come il maiolicato di piazza San Giovanni, semidistrutto da mani inesperte nel tentativo di asportalo, la statua ottocentesca dell’Immacolata, la Madonna dei Flagelli, il Cristo ligneo del XIV secolo e la statua lignea del S. Giovanni Battista, patrono di Angri, solo per citarne alcuni. Gianni Rossi per il restauro dei 7 dormienti ha lanciato una raccolta spontanea tra i cittadini per reperire fondi per dare il via all’improcrastinabile lavoro di restauro. Sensibile agli allarmi di Rossi l’amministrazione ha organizzato presso il castello Doria, sabato 5 maggio una degustazione di beneficenza.
“L'antico gruppo scultoreo in cartapesta, attualmente conservato nella Cappella Pisacane di Via di Mezzo, versa in un pessimo stato di conservazione, ha dichiarato il sindaco Mauri, non potevamo restare indifferenti rispetto al logorio di queste sculture che alimentano una delle leggende più suggestive della nostra città. Il gruppo storico-artistico dei sette dormienti è un patrimonio prezioso per la cultura e la tradizione di Angri e non possiamo permettere che venga ulteriormente danneggiato dal tempo. Lo dobbiamo ai nostri avi e soprattutto alle future generazioni che non possono essere private di quest'opera d'arte di sì grande valore. Il progetto di restauro purtroppo è ancora su carta per mancanza di fondi. Ecco perché invitiamo tutta la Comunità Angrese ad intervenire con un proprio contributo perché venga avviato il recupero”. Vincenzo Vaccaro
