“Vergogna! Vergogna!”: il grido di protesta dei lavoratori. Ad infuocare gli animi la diffusione dell’indiscrezione della convocazione di un altro sindacato, Ugl (non impegnato nella protesta degli operai) da parte dei vertici aziendali, per tentare una conciliazione con gli impiegati amministrativi. I lavoratori, rappresentati dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, si sono sentiti presi in giro, soprattutto dopo
l’impegno dei dirigenti in Prefettura.
«Si prendono gioco di noi, si sono presi l’impegno con il vice prefetto di Napoli per il tavolo regionale, -afferma Pietro Coppola, Cisl- e fino a quella data avrebbero dovuto bloccare tutto. Invece con questo tentativo di conciliazione con un altro sindacato, il gruppo industriale ha dimostrato che in prefettura abbiamo soltanto perso tempo. C’è poca serietà, noi continuiamo con la nostra assemblea permanente».
I sindacalisti dell’Ugl, però, al loro arrivo ad Angri, hanno trovato una fortissima manifestazione di protesta ad accoglierli davanti ai cancelli dell’azienda. Tant’è vero che un esponente ha incontrato i dipendenti per capire il motivo della loro ostilità, ed ha spiegato: «Sono stato chiamato per le conciliazioni, quando mi sono accorto della situazione critica fuori ai cancelli ho chiesto spiegazioni. A questo punto non si fanno le conciliazioni: andiamo via».
I lavoratori hanno, quindi, plaudito al fair play dei sindacalisti Ugl. L’animata manifestazione è terminata solo quando gli inglesi hanno lasciato l’edificio, chiedendo di essere protetti e scortati dai militari, tra le urla e la disperazione dei lavoratori, che già anticipano altre azioni di protesta. L’assemblea permanente continua fino al tavolo tecnico in Regione. Il clima continua però ad essere surriscaldato. Maria Paola Iovino
