Il canale San Tommaso si è colorato di rosso. Gli abitanti della zona hanno allertato i carabinieri di Angri, guidati dal luogotenente Egidio Valcaccia, e sono ancora in corso le indagini per individuare e sanzionare i responsabili. Accanto agli accertamenti dei militari, sono stati effettuati anche i rilievi dall’ufficio ambiente del Comune. Il colore, ma anche l’odore sgradevole, delle acque, lascia pensare a una provenienza industriale.
Sarebbe semplicistico, comunque, in via preliminare incolpare le aziende del territorio. Non è la prima volta che il canale sale agli onori della cronaca, perché utilizzato alla stregua di una discarica, nelle ore notturne, da industrie non angresi. Gli "eventuali" sversamenti, comunque, sono cessati, e le acque del canale San Tommaso sono tornate alla normalitá, ma resta alta l’attenzione
degli inquirenti sul posto.
I residenti continuano ad essere preoccupati, perché i reiterati sversamenti illeciti, accanto ad un inevitabile danno ambientale, potrebbero comportare anche danni alla salute.
Tuttavia il vicesindaco di Angri, con deleghe all’ambiente e al territorio, tranquillizza i residenti su eventuali conseguenze per la salute. «L’annosa questione degli sversamenti, -dice il vicesindaco Gianfranco D’Antonio- comporta danni all’ambiente, ma non alla salute di chi abita nei pressi del canale. Infatti gli sversamenti non sono di origine chimica, ma sostanzialmente di tratta di rifiuti non tossici, delle industrie conserviere. L’amministrazione comunale tiene i riflettori accesi su questa piaga ambientale, e i controlli sul posto verranno moltiplicati».
D’Antonio quindi continua nella sua analisi: «Cercheremo di arginare il problema, per quanto rientra nelle nostre possibilitá e competenze. Si tratta un disagio che patiscono anche gli altri paesi limitrofi, attraversati dagli affluenti del Sarno. E’ un problema antico, non si conoscono gli autori, ma con molta probabilitá si tratta di conservieri, che incanalano nel torrente, abusivamente, i rifiuti della lavorazione del pomodoro, e le acque reflue». • Insomma, una questione da risolvere presto. Maria Paola Iovino
