L’ex ragioniere capo del Comune Gerardo La Mura, difeso dall’avvocato Leone, ha vinto la sua personale battaglia contro una decisione del primo cittadino Pasquale Mauri. Venne defenestrato, infatti, dal sindaco ma il giudice del lavoro presso il Tribunale di Nocera Inferiore, Tommaso Mainenti, gli ha dato ragione e con una recente sentenza ha condannato il Comune e dichiarato illegittimo il decreto sindacale n. 57 del tredici aprile 2011. Un’epurazione che ha avuto, pertanto, anche un costo per le già esangui
casse dell’Ente. Con quel decreto il primo cittadino intese anzitempo rimuovere dal suo posto il dirigente.
La Mura, da lunghi anni in servizio, non ha subito però in silenzio la scelta del sindaco ed ora dovrà anche incassare il risarcimento pari a 2mila 317 euro, più 1500 euro per le spese di lite oltre l’Iva. L’Ente difeso, dall’avvocato De Vita, è risultato nuovamente soccombente condannato ad un esborso di circa quattromila euro: un ulteriore danno economico a carico di tutta la collettività. Al posto di La Mura venne nominato con contratto part-time Costantino Sessa, in servizio anche presso il vicino Comune di Sant’Egidio.
Il contenzioso, quindi, ha visto soccombere Palazzo di Città per una scelta ritenuta illegittima dal giudice, mancando evidentemente le giuste motivazioni. L’incarico di cui era titolare La Mura non è mai giunto alla naturale scadenza fissata per la fine del mese di giugno 2011, come stabilito con un precedente atto dallo stesso primo cittadino. Un trattamento, invece, riservato agli altri dirigenti. Sullo sfondo, quindi, le non chiare ragioni che hanno spinto alla sua sostituzione.
Ritenuto non plausibile che la rimozione sia stata dovuta al mancato raggiungimento degli obiettivi assegnati, oppure ad errori tali da giustificare la revoca dell’incarico. La condanna ai danni del Comune da parte del giudice del lavoro ha chiarito però la questione, dando ragione al lavoratore defenestrato. Una scelta, quella dell’epoca, che destò polemiche. Pippo Della Corte
