Torna alla ribalta la questione “Soget-figlio del sindaco Mauri”. In città sono partite lettere anonime contenenti l’estratto conto previdenziale del figlio di Mauri: non sarebbe stagista alla Soget ma dipendente. Sul punto interviene uno dei destinatari della missiva, il capogruppo consiliare del Pdl, Antonio Squillante che sulla questione ha chiesto le dimissioni di Mauri.
La tempesta politica era stata scatenata dalle dichiarazioni del primo cittadino. «Mio figlio è un commercialista che ha voluto perfezionarsi in tributi locali, -aveva detto Mauri- Quindi ha fatto uno stage di tre mesi presso questa società. Se mio figlio, per un fatto eccezionale, fosse stato assunto alla Soget, sarebbe stato da penalizzare perché mio figlio?».
Da qui si è aperto un vortice infernale, che, come assicura il capogruppo consiliare del Pdl Angri, Antonio Squillante, «non si fermerà fino a quando il primo cittadino non si assumerà le proprie responsabilità traendone le opportune conseguenze ».
«Mauri è un bugiardo, -attacca Squillante- e adesso ne ho la certezza. Come già sospettavo, ma senza la prova documentale non ne avrei mai parlato, il figlio del sindaco non ha fatto nessuno stage alla Soget, è stato proprio assunto: questo dato risulta, inequivocabilmente, dai tabulati previdenziali. Non punto il dito contro un reato, non spetta a me farlo, ma non posso non evidenziare l’inopportunità politica e morale di un tale gesto. Inoltre non è da trascurare che Mauri ha mentito. Infatti non posso non credere che sia stato il figlio a dire bugie al padre, mascherando un’assunzione con uno stage».
Squillante è come un fiume in piena, e non si ferma. «Senza carte alla mano non avrei mai parlato, -continuama adesso che ho la certezza, non posso permettere che il sindaco continui a prendere in giro, su questa storia, tutti i cittadini angresi. C’è un altro punto ambiguo della vicenda: in effetti dai documenti risulta che il figlio di Mauri, attualmente, non lavora più presso la stessa società che si occupa dell’accertamento e dell’evasione dei tributi del comune di Angri, e che è risultata aggiudicataria di un remunerativo servizio attraverso una procedura che definire discutibile è poco. A questo punto non posso non pensare, che lo stesso si sia licenziato, quando sono iniziate a levarsi le prime indiscrezioni sulla sua assunzione. Comunque, è indubbio che il problema politico, ma soprattutto morale resta ».
Ora si attendono le reazioni sia del sindaco, che potrebbe rigettare tutto, ed essere portatore di una verità differente, e sia dei consiglieri di maggioranza che, sul punto, ad oggi, sono restati in “religioso” silenzio. Una vicenda che ormai rischia di fare cadere l’amministrazione centrista. Maria Paola Iovino
