In veleno in coda! Per riassumere la prolungata seduta di consiglio comunale occorre partire dalla fine con il primo cittadino angrese che in chiusura dei lavori ha comunicato la prossima data del consiglio comunale elencando i punti all’ordine del giorno.
Un’uscita “bizzarra” e fuori dalle competenze del sindaco considerato che data e ordine del giorno del civico consesso vengono discusse, in forma democratica, dal presidente del consiglio e dalla conferenza dei capigruppo.
L’ammonimento al sindaco, con tono perentorio, è arrivato dal massimo esponente del parlamentino cittadino, Arturo Sorrentino, che ha rimarcato la forzatura compiuta da Mauri che in preda ad un eccesso di potere istituzionale si è arrogato il diritto di pianificare le prossime sedute.
Episodio inconsueto che ha provocato imbarazzo tra gli “allineati” consiglieri di maggioranza e l’ilarità della compagine di minoranza e della platea.
L’atipica uscita “mauriana” ha consumato l’epilogo di una seduta di consiglio durata cinque ore nel corso delle quali si è discusso delle questioni attinenti al cimitero comunale e alla mensa scolastica. Cinque ore intense con gli interventi degli “obbedienti maurioti” che si contano sulle dita di una mano.
Non è rimasto deluso chi si attendeva il consueto spettacolo del primo cittadino che ancora stenta a discernere le questioni di carattere personale da quelle politiche-amministrative producendosi nel tradizionale e atteso copione andato in scena usando le medesime parole nel lanciare l’offensiva nei confronti di chi non è allineato al sistema.
L’ira del governatore si è scagliata contro il “dissidente” Alfonso Conte, reo di aver invitato il consigliere Pasquale Russo (consigliere delegato?) a relazionare circa la gestione del cimitero. La richiesta di Conte ha innervosito Mauri che, oltre a non consentire a Russo di dibattere, ha intrapreso la abituale predica denigratoria nei confronti del malcapitato di turno.
A predicare serenità e incanalare la discussione sulle questioni di interesse pubblico è stato un intervento pacifico e proficuo di Alfonso Scoppa che ha suggerito a sindaco e consigliere di assumere un comportamento dignitoso. Oggetto di approfondimento le dichiarazioni di Conte su Pasquale Russo. “Il consigliere Russo faceva parte del gruppo dei dissidenti quando gli abbiamo proposto di firmare il documento ci ha risposto di aver ottenuto quello che voleva, la delega al cimitero”. Frasi pesanti pronunciate in una sede istituzionale e con relativa verbalizzazione degli atti.
Respinta la proposta di Cosimo Ferraioli circa la possibilità di dotare il Comune di una mensa per la realizzazione dei pasti destinati alla comunità scolastica. L’idea dell’esponente del centro sinistra è stata bocciata dalla maggioranza e ha prodotto la reazione di Alberto Milo, nel suo intervento ha rappresentato una serie di motivazioni che hanno indotto il governo cittadino a favorire l’esternalizzazione del servizio.
La verifica di maggioranza non ha riservato sorprese facendo emergere la precarietà dei numeri del governo cittadino che può contare su una maggioranza risicata attaccata al respirato
re grazie all’adesione di Ferrara. Segnali di compattezza ritrovata anche in casa Pdl con i quattro consiglieri comunali che hanno dichiarato fedeltà alla coalizione capitanata da Antonio Squillante.
L’assise non si è fatta mancare momenti di divagazione con qualche disarmonica annotazione alla politica adottata dal governo Monti.
L’approvazione dei debiti fuori bilancio ha colorato di giallo il finale della seduta. Squillante ha sottolineato la mancanza del parere tecnico del collegio dei revisori sulla legittimità dei debiti invitando i revisori a proferire in aula circa le decisioni assunte. La proposta ha fatto sobbalzare dagli scranni il sindaco che ha rifiutato l’invito e applicando il regolamento ha chiesto al presidente del consiglio di mettere ai voti la proposta di Squillante di dare parola ai revisori dei conti.
Messa ai voti la mozione è stata bocciata dagli “obbedienti maurioti”. Il consigliere Testa ha lanciato l’iniziativa di devolvere il gettone di presenza della seduta di consiglio comunale alla raccolta fondi per “Telethon”, una proposta che è stata accolta con favore dall’assise ad eccezione di Marcello Ferrara che ha raggelato la sala: “a queste persone è giusto che ci pensi la sanità!”
