Alcuni commercianti raccontano l’altra faccia della medaglia degli eventi natalizi ad Angri. Dalla scorsa settimana, infatti, da una parte gli angresi hanno goduto di una scintillante atmosfera natalizia, regalata dall’interessante cartellone di Natale in Festa, dall’altra, invece, si alzava il malcontento di alcuni commercianti, che, in prima battuta, è stato considerato ingiustificato e inspiegabile, proprio perché le iniziative sono volte anche a risollevare il commercio cittadino.
A rompere il silenzio, spiegando i motivi del malcontento, è stato il titolare di un negozio di frutta e verdura in via Fleming. «Voglio
esprimere la mia protesta nei confronti delle manifestazioni organizzate ad Angri, -afferma Giuseppe Ariete – a causa della chiusura delle strade al traffico. Il giorno 7, mercoledì scorso, sono stato una serata intera con le mani in tasca, Chiudendo le strade i miei clienti non sono venuti a spendere nel mio esercizio, e il mio incasso giornaliero è risultato molto ridotto. Chiedo al sindaco Mauri che, quando si organizzano queste manifestazioni, i commercianti non siano costretti a patire danni alle vendite, per questo basta giá la crisi».
Il grido che lancia Ariete suona più come appello alla sensibilitá del primo cittadino che come critica. Infatti lo stesso non lancia stoccate alla compagine di governo, ma vuole manifestare il proprio disagio, auspicando che, sul punto, venga tesa una mano. Ariete chiede che la situazione venga riconsiderata nella sua globalitá, tenendo conto di questo problema.
«Spero che il sindaco ascolti la mia richiesta, -conclude Ariete- perché capisco la necessitá e l’utilitá di organizzare eventi. Però anche lui deve capire che se le strade vengono chiuse, specialmente nel fine settimana, che sono i giorni in cui noi vendiamo di più, subiamo un danno economico non di poco conto. Per esperienza so che se i clienti, che sono abituati a muoversi in auto, devono raggiungere i nostri negozi a piedi, non lo fanno e vanno altrove. Poi la maggior parte dei nostri clienti non sono solo del centro urbano, ma vengono dalla Nazionale o dalla zona pedemontana, e anche dai paesi limitrofi». Maria Paola Iovino
