Potrebbero essere ristrutturati e riconvertiti i ventuno beni confiscati alla criminalitá organizzata presenti sul territorio cittadino. Si tratta di cinque aziende e sedici abitazioni, di cui tre giá sono state date in gestione.
I beni sono riconducibili al disciolto clan Tempesta guidato dal boss mai pentito Tommaso Nocera, deceduto da alcuni anni.
Gli immobili attendono ancora un riutilizzo ai fini sociali e non lucrativi così come stabilito quando vennero assegnati. Essi
fanno parte del patrimonio indisponibile dell’Ente, ovvero non possono essere venduti a terzi. In cittá, dopo Sarno, si registra la più alta presenza tra i comuni dell’Agro di beni confiscati e la quarta in assoluto in provincia dopo Eboli e Salerno.
Un triste primato che induce a riflettere. Ora qualcosa potrebbe muoversi grazie ai fondi a disposizione delle amministrazioni comunali che si renderanno in tal senso parte attiva.
Cospicue risorse, infatti, sono state assegnate alla Regione Campania. Più di 27 milioni di euro sono stati stanziati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalitá organizzata, diretta dal prefetto Giuseppe Caruso.
Si tratta di fondi statali ed europei visto che l’azione si inquadra nel Programma operativo nazionale sicurezza per lo sviluppo, Obiettivo 2007-2013. Una opportunitá tesa a finanziare azioni destinate a migliorare la gestione dei beni confiscati alle mafie.
L’obiettivo è riutilizzare a fini sociali i beni nell’ottica di rendere operante il principio della restituzione alla collettivitá di un patrimonio pienamente fruibile. In particolare grazie ai fondi disponibili potranno essere realizzati progetti che prevedono sia la ristrutturazione di immobili confiscati, che la loro riconversione.
Ciò al fine di un loro reinserimento nel circuito produttivo anche attraverso il coinvolgimento di associazioni di promozione sociale e di coop. Pippo Della Corte
