La maggior parte dei debiti fuori bilancio è legata al pagamento degli onorari degli avvocati. Tuttavia ci sono molte questioni spinose, definite dubbie e controverse che riguardano proprio il pagamento dei legali.
Ad avviso del sindaco di Angri Mauri risultano legittimi i pagamenti per quegli avvocati, soprattutto civilisti, che sono stati avversari dell’ente, e ai quali i giudici hanno anche stabilito le spese da riconoscere. Di contro per i penalisti, nominati dalle
amministrazioni precedenti per la tutela di interessi penali nell’esercizio delle funzioni della carica rivestita da alcuni dipendenti dell’ente, Mauri sostiene che la giurisprudenza non riconosce più queste prestazioni.
Sul punto interviene il presidente del consiglio dell’ordine degli avvocati di Nocera, Aniello Cosimato, che rimarca un orientamento giurisprudenziale, in base al quale quando si difendono dipendenti comunali, e questi vengono assolti, e si evitano anche ulteriori danni in capo al comune, è l’ente che deve pagare gli avvocati.
Cosimato spiega che l’intera questione deve essere dettagliatamente analizzata, ma in via generale devono essere ritenute giuste le pretese di quegli avvocati penalisti che hanno difeso dei funzionari dell’ente: e, comunque, se nel caso particolare, l’amministrazione non ritiene fondate le pretese degli avvocati, non può motivare la sua opinione invocando un orientamento giurisprudenziale che sostiene l’opposto.
La riflessione non è solo un monito indirizzato al comune di Angri, ma si estende anche ad eventuali casi analoghi.
«Se gli avvocati hanno difeso impiegati, funzionari, o amministratori – dice Cosimato- e questi sono stati assolti, qual è il motivo per il quale non dovrebbero ricevere l’onorario? Approfondirò la vicenda, ma i penalisti dovrebbero essere pagati perché hanno difeso dei funzionari che sono stati assolti».
Per il pagamento dei civilisti, per Cosimato, non esiste dubbio: «Quando c’è una sentenza con degli onorari liquidati il comune, nel ritardare il pagamento agli avvocati, non fa altro che aumentare le spese per i cittadini. E’ un diritto dell’avvocato ottenere quanto disposto in sentenza». Maria Paola Iovino
