Cambia il trasporto del Servizio Infermi del 118. L’opera di razionalizzazione dell’Asl comporta importanti cambiamenti nella struttura dell’emergenza sul territorio e le modifiche entreranno in vigore giá dal prossimo ottobre. La riorganizzazione tocca tutta l’area dell’Asl e si sposa con il nuovo assetto delle strutture sanitarie.
L’obiettivo è di organizzare il personale medico, ma anche e soprattutto potenziare il servizio nelle cittá senza pronto soccorso. Le ambulanze del 118, con servizio affidato ad associazioni di volontariato, sono di tre tipi, a seconda degli equipaggi. Così, c’è l’unitá A, dotata di autista-soccorritore, infermiere professionale e medico specialista in anestesia e riabilitazione. Poi, il
tipo B, quella B, non medicalizzata, con a bordo solo l’autista e l’infermiere.
Oggi, Sarno prevede l’uso di una ambulanza di tipo A e di un’ altra di tipo B, mentre Scafati, insieme a quella A, vede in servizio anche una BM. Una ambulanza semplice e un’altra con medico sono in servizio ad Angri, mentre a San Valentino Torio c’è una postazione di tipo B. Il nuovo assetto di distribuzione delle ambulanze rivede il ruolo di Sarno.
Infatti, per Scafati è prevista la postazione A per garantire il migliore trasporto protetto a seguito della chiusura del Pronto soccorso locale.
Anche Sarno avrá una unitá A, ma servirá a coprire le emergenze sull’autostrada A30, mentre quella medicalizzata verrá retrocessa a BM, cioè senza la presenza del medico a bordo.
Anche Angri avrá una ambulanza di tipo B e una di tipo BM sempre per garantire il trasporto al Pronto soccorso. A subire la penalizzazione, quindi, è il servizio del 118 sarnese, fin qui sempre medicalizzato, che svolgeva un importante filtro sulle situazioni di emergenza. Infatti, il pronto intervento medico non solo garantisce maggiore qualitá nella fase di approccio al paziente, essendovi il soggetto con competenza specifica, ma, spesso, con la diagnosi immediata, consente anche di evitare l’accesso al pronto soccorso.
Gli operatori del settore non hanno preso di buon grado la delibera dell’Asl, per altro immediatamente esecutiva e temono che a risentirne siano gli utenti. In pratica, senza il medico a bordo, l’autista soccorritore e l’infermiere non possono prendere responsabilitá sulla casistica dell’intervento e avranno il compito di favorire nelle migliori condizioni possibili l’accesso al pronto soccorso. Il servizio non medicalizzato, oltre a Sarno, abbraccerá anche San Valentino e San Marzano sul Sarno, gli altri due comuni dove si estende il raggio di azione delle ambulanze di Sarno.
Esigenze di carattere economico e di carenza di costi del personale sono alla base della nuova forma di distribuzione. Nel prossimo triennio, questo servizio di pubblica necessitá costerá all’Asl 21 milioni di euro, previa l’emissione di un nuovo bando di esternalizzazione. Gaetano Ferrentino
