A poche ore dalla scadenza dei termini per l’iscrizione al campionato di serie D si sveglia l’interesse di qualche politico locale che si sta prodigando per contribuire a tenere in vita il cavallino grigiorosso.
A scendere in campo in prima persona è il presidente del consiglio comunale, Arturo Sorrentino, che ha dato la personale disponibilità a versare una cospicua somma di denaro per tenere in vita ottantaquattro anni di storia calcistica.
“L’US Angri 1927 è un patrimonio della città – commenta Sorrentino – e come rappresentanti istituzionali non possiamo voltare le spalle ad una realtà sportiva che rappresenta la nostra comunità nel mondo del calcio”. Il presidente del civico consesso rimarca anche la funzione sociale rivestita dalla compagine del cavallino rampante.
“C’è una larga fetta di popolazione che segue il calcio ad Angri e non mi riferisco solo a quanti affollano gli spalti del Novi – spiega Sorrentino – ci sono tanti ragazzi e persone anziane che sono legate a doppio filo con la prima squadra cittadina e la classe politica ha l’obbligo morale di garantire il massimo impegno e di impegnarsi per non far sparire il calcio ad Angri”.
Sorrentino chiama a sostegno tutti gli esponenti politici della città doriana esortandoli a dare il proprio apporto economico in questo momento difficile.
“L’US Angri è un bene della comunità e prodigarsi per non far sparire la squadra è una battaglia bipartisan fuori dagli schieramenti politici e dalle contrapposizioni, invito il primo cittadino, gli assessori e gli altri consiglieri ad attivarsi fattivamente, a titolo personale, per tenere in vita il sodalizio del cavallino rampante”.
Una lotta disperata contro il tempo per salvare l’Angri che dovrebbe chiamare in causa anche il mondo dell’imprenditoria locale, entro martedì alle ore dodici bisognerà mettere insieme 20 mila euro per l’iscrizione e 31mila euro per la fidejussione.
Somma che non potrà essere prelevata dalle casse comunali come chiarisce il presidente dell’assemblea, Sorrentino. “Il Comune, come ente pubblico, non può farsi carico di garantire questa somma perché la situazione economica non lo permette, però, ciascun rappresentante istituzionale deve fare la propria parte contribuendo come semplice cittadino che opera per il bene della città”.
