Calci, schiaffi e pugni sono volati sugli spalti nel corso della gara di calcio in programma domenica sera allo stadio “Simonetta Lamberti”, tra le compagini del “Noi di Cava” e “Angri Boys”. La partita rappresentava l’epilogo di un’intensa stagione sportiva che ha visto i due sodalizi primeggiare nella regular-season e contendersi il titolo di campione provinciale nella manifestazione organizzata dal Centro Sportivo Italiano di Cava de’ Tirreni.
La contesa sul rettangolo di gioco è durata venticinque minuti quando l’arbitro ha decretato un’espulsione nei confronti di un calciatore della squadra ospite generando le proteste della panchina doriana e di qualche familiare presente in tribuna. Contestazioni nella norma, contro la decisione assunta dal direttore di gara. Qualche istante dopo l'allenatore della squadra cavese si è avvicinato minacciosamente alla tribuna dei tifosi ospiti inveendo contro un sostenitore dell'Angri Boys non sopportando più il sostegno del rumoroso pubblico angrese per il giocatore espulso.
L’episodio ha scatenato la veemente reazione di alcuni facinorosi al seguito della formazione metelliana. Dalle schermaglie verbali si è passato all’aggressione fisica ai danni di alcuni famigliari degli atleti angresi che in maniera inopinata si sono ritrovati a dover fronteggiare la furia di una quindicina di scalmanati che hanno seminato il panico tra le numerose famiglie presenti allo stadio aggredendo selvaggiamente la famiglia del tifoso angrese reo di aver difeso l’atteggiamento del calciatore espulso in campo.
Minuti di violenza sbalorditiva sotto gli occhi di bambini e numerose donne che stavano seguendo una tranquilla partita di calcio amatoriale. Il furore dei violenti non ha risparmiato nessuno, a riportare le conseguenze più gravi è stata una giovane ventottenne di Angri che ha riportato escoriazioni dopo essere stata colpita da pugni in pieno viso.
Meno gravi le conseguenze per il marito che nel tentativo di difendere la consorte è stato colpito con schiaffi e calci riportando leggere contusioni. Le scene di violenza si sono consumate sotto lo sguardo sbigottito dei protagonisti sul rettangolo di gioco e hanno originato la decisione della compagine ospite dell’Angri Boys di lasciare il campo venendo a mancare lo spirito sportivo dell’evento. “In quel clima di violenza che ha coinvolto donne e bambini venute allo stadio solo per assistere ad una partita di calcio amatoriale in cui erano protagonisti fratelli, fidanzati e cugini – spiegano i dirigenti della squadra angrese – non potevamo far finta di nulla e continuare a giocare serenamente”.
La decisione di abbandonare la contesa sancirà con molta probabilità la sconfitta a tavolino del sodalizio angrese, un provvedimento che non sembra scalfire la tranquillità della dirigenza doriana. “Sono molto deluso – spiega il massimo dirigente della squadra angrese Angelo Gargano – sono amareggiato perché non si può andare in uno stadio che dovrebbe essere un tempio sacro di un gioco per poi trovarsi dinanzi degli atti di violenza gratuita. Non si può, non si deve permettere tutto questo soprattutto se la partita che si sta disputando è una partita amichevole organizzata da un comitato amatoriale per divertirsi, per vivere e condividere un momento di sport con amici e parenti, con quelle persone che noi abbiamo invitato con un sorriso sul viso. Mi dispiace per quei bambini che sono venuti a sostenerci – conclude Gargano – i cui occhi innocenti sono stati obbligati a vedere lo scempio e la rovina del calcio”.
“La trentanovesima edizione della “Coppa Città di Cava de' Tirreni”, organizzata dal C.S.I. della città metelliana, rischia di avere effetti anche sul fronte della giustizia ordinaria. Il gruppo di facinorosi, che ha contribuito a scrivere una brutta pagina nella storia del calcio cittadino, si è dileguato qualche minuto prima dell’arrivo allo stadio “Lamberti” delle forze dell’ordine che hanno riportato serenità e ricostruito i fatti in seguito ad alcune comunicazioni rilasciate dagli spettatori.
Nelle prossime ore sono attese le disposizioni del consiglio direttivo del Centro Sportivo Italiano intenzionato a fare piena luce sugli spiacevoli episodi che hanno leso l’immagine della sezione metelliana che da anni si prodiga con grande dedizione per l’ottima riuscita degli eventi. luigi d'antuono (ilmattino)
