Al peggio non c'è mai fine e il consiglio comunale andato in scena giovedì sera ha offerto uno spettacolo poco educativo per i cittadini presenti e per quanti seguiranno la seduta attraverso il canale tv “Angri24”, nei prossimi giorni. Scambi di opinioni conditi da accuse di natura personale, sterili dispute verbali e un alterco tra il vicepresidente del consiglio comunale, Marcello Ferrara, e il capogruppo del Pdl, Antonio Squillante a dir poco sconcertante.
Tutto questo in una seduta che ha consolidato lo strappo in seno alla maggioranza con due “dissidenti”, Emilio Testa e Alfonso
Conte, che si sono accomodati tra i banchi dell’opposizione.
Maggioranza sfibrata, ridotta a soli dieci uomini, con l’appoggio “velato” dell’uderino Marcello Ferrara, divenuto pilastro indispensabile del governo cittadino. Il sindaco Mauri, bontà sua, continua ad ostentare sicurezza fingendo che tutto fili per il verso giusto anche se momenti di insofferenza si sono registrati nel corso del dibattito politico.
E intanto, mentre i consiglieri discutono, la città continua a veder crescere i cumuli di rifiuti. Il consiglio comunale è stato teatro dell’ennesimo attacco del primo cittadino nei confronti della Provincia, retta da Edmondo Cirielli. Il sindaco ha provato a scaricare unicamente le responsabilità sui vertici di palazzo Sant’Agostino non lesinando attacchi e critiche anche ad Antonio Squillante, assessore provinciale.
Le responsabilità della Provincia sono sacrosante ma il Comune, nonostante la situazione debitoria nei confronti della società che gestisce gli impianti di trasferenza dei rifiuti, continua a restare immobile difronte all’emergenza. Squillante ha fatto notare al sindaco Mauri che in una delle società gestite dall’ente provinciale, figura addirittura un parente diretto del primo cittadino, generando l’imbarazzo di Mauri.
Il governo doriano, a distanza di qualche settimana, continua a lanciare strali cercando di giorno in giorno in nuovo nemico da accusare e combattere, ma nel frattempo nessuna iniziativa è stata intrapresa per tamponare l’emergenza.
