Parte col botto la mattinata inaugurale del sessantunesimo Festival di Sanremo. Gregorio Paolini, “disturbatore” indiscusso dell’etere, irrompe nella sala stampa delle radio e tv private accreditate quando sono da poco passate le 11, e dà vita ad un monologo di un quarto d’ora che coinvolge Berlusconi e Fede, la pedofilia e le donne oggetto.
Si denuda davanti alla sala, rimanendo praticamente in boxer, urla col megafono tutta la sua rabbia ed indignazione, brucia le foto del Premier e del direttore del Tg4, poi irrompe all’interno della sala nonostante l’energico intervento della security, sale su un tavolo e prosegue il suo monologo, accerchiato dai giornalisti regionali, “perché rappresentano la vera essenza del giornalismo, e non sono allineati come i colleghi delle reti nazionali”.
E prima di abbandonare la scena a braccetto tra due carabinieri che lo portano fuori di peso, lancia un appello all’amico Gianni Morandi affinchè riciordi nel corso della serate festivaliere le frequenti violenze alle donne. Francesco Rossi
