Pubblica illuminazione, il Comune continua a pagare il privato nonostante la sentenza del CdS!

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La vicenda della pubblica illuminazione resta un nervo scoperto per l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Cosimo Ferraioli.

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La sentenza del Consiglio di Stato ha respinto il ricorso della società privata cui il governo cittadino, nel primo mandato del sindaco Ferraioli, aveva affidato la gestione del servizio di pubblica illuminazione con un contratto di 22 anni nato dall’intesa tra Comune di Angri e il “Fenix Consorzio Stabile” e “Angri Illuminazione scarl”.

I provvedimenti della giustizia ordinaria hanno obbligato il Comune di Angri a rivedere le proprie decisioni al punto che, attualmente, il servizio viene gestito direttamente dall’Ente di via Semetelle.

Tuttavia, i rapporti con il precedente fornitore, oggetto della sentenza, resta ancora in piedi considerato che il Comune riconosce una cifra mensile, vicina ai 50mila euro, come pagamento per i consumi di energie elettrica. Una quota annua pari a 600mila euro che dalla casse comunali vengono elargiti alla società privata che ha gestito solo per qualche anno la pubblica illuminazione sul territorio cittadino.

Una situazione singolare già segnalata, nello scorso mese di febbraio, dal consigliere comunale Alberto Milo che ha focalizzato l’attenzione sulla anomala situazione.

“Ad oggi, nella nostra città, una sentenza di un tribunale viene completamente elusa e da luglio che gli angresi continuano a pagare 50 mila euro al mese a chi è stato ritenuto gravemente inadempiente nei confronti della nostra stessa comunità – evidenziò Milo – noi continuiamo ad avere fiducia che, prima o poi, la giustizia arriverà anche nella nostra città”.

Ad avviare una ricognizione sui procedimenti per l’assegnazione ai privati del servizio era stato l’ex commissario straordinario Alessandro Valeri che nel semestre di gestione del Comune di Angri è andato in fondo alla vicenda fino a chiedere la revoca del contratto.

In particolare, l’Ente aveva comunicato l’avvio del procedimento di risoluzione del contratto di concessione sopra citato «per presunti gravi inadempimenti del Concessionario», con una nota del 22 agosto 2019.

L’azienda, dopo la bocciatura al Tar, aveva presentato appello al Consiglio di Stato. Nel dettaglio, per quanto riguarda l’attuale rigetto cautelare, i giudici di Palazzo Spada hanno blindato la decisione dei magistrati amministrativi.

La motivazione dei privati è generata dalla necessità di tutelare «i propri interessi e le proprie ragioni per dedurre le giuste difese in favore del Comune guidato dal sindaco Cosimo Ferraioli e confermare quanto statuito dal giudice di primo grado».

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