Angri e Locri, 25 anni di fratellanza!

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16 Aprile 1996. Nella mente e nei cuori ci sono date che non sono semplici giorni da lasciar scorrere ma restano indelebili e diventano punti saldi di un percorso condiviso da quelli che da perfetti sconosciuti si ritrovano a diventare inossidabili amicizie.

La storia degli ultras di Angri e Locri è cominciata proprio così tra la diffidenza di due tifoserie che si sono incontrate solamente due volte nell’arco di venticinque anni. Venticinque anni dopo le tifoserie si avviano a celebrare in maniera meritevole un legame che resiste al tempo e alla trasformazione di un panorama ultras decisamente mutato per cultura e valori.

Il Covid ha impedito l’unione fisica ma la rete consentirà ugualmente di essere vicini. Tutto è cominciato per caso quando il destino ci ha messo del suo facendo incrociare il cammino della formazione doriana con quella granata nel tabellone di Coppa Italia di Eccellenza.

Il sorteggio decretò la sfida con il Locri dopo che l’Angri aveva sofferto ma trionfato, qualche settimana prima, contro l’Olimpia Celano. Una gara anche quella storica, con movimenti tellurici che interessano una deserta città doriana trasferitasi per un giorno in Abruzzo.

L’esodo di tifosi angresi, in considerazione della distanza e della giornata feriale, resta il movimento di massa più robusto nella storia del cavallino rampante. Il destino, però, aveva tracciato il cammino facendo confluire sulla medesima direttrice due tifoserie apprezzate e rispettate nel panorama ultras nazionale.

Nei covi del tifo grigiorosso il nome di Locri evocava qualche sfida risalente agli anni ottanta nel girone della serie D quando l’Angri rendeva visita a Locri, Sambiase, Siderno e altre compagini della terra calabra.

Il 16 aprile del 1996 l’Angri viaggia verso la Locride scortata da un centinaio di sostenitori. I ricordi si rincorrono intrecciandosi con aneddoti che restano nella storia delle due tifoserie.

Dai racconti emerge che diversi tifosi angresi consumarono il pranzo a sacco a poche decine di metri dal campo sportivo di Locri, attirando l’attenzione di quelli che poi sarebbero diventati i “Fratelli”.

La diffidenza iniziale venne smontata dagli inviti ma soprattutto dai “cadeau” alla spina con fiumi di birra che ben presto invasero l’area unendo le due fazioni. Ospitalità in maiuscola che fu ricambiata in occasione della partita di ritorno il 1 maggio del ‘96 nel polveroso campo sportivo di Sant’Egidio del Monte Albino.

“Si tratta di un rapporto solido che va anche oltre l’aspetto calcistico perché in questi venticinque anni sono state tante le occasioni di incontrarsi lontano dai campi – spiegano gli ultras di fede grigiorossa – il calcio ci ha fatto incrociare per due sole volte in tanti anni ma ugualmente il gemellaggio resiste!”.

“Una fratellanza che ancora oggi è viva e forte come non mai. Un rispetto senza confini ed un’amicizia che va oltre le regole di un calcio malato di business. Una storia di appartenenza, radici e tradizioni calcistiche diverse,che non è assoggettata ai moderni stereotipi di chi vorrebbe farci annegare nella repressione – scrivono di ultras di Locri – è questo il principale valore del nostro gemellaggio che viene tramandato alle future generazioni, pieno di orgoglio, di felicita’ quando ci si incontra oppure attraverso una semplice telefonata. Gente che conosce i veri valori della vita,che sa sacrificarsi per la propria città, per la propria squadra, vivendo sette giorni su sette l’amore per la propria maglia. questa è Angri, questa è Locri signori….In un mondo di rovine,c’è ancora chi alza al vento la nostre bandiere, perchè ultras è’ per sempre!”.

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