Alcol ai minori, unità d’intenti: “controlli mirati e sensibilizzazione!”

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Un coro unanime per denunciare l’azione di alcuni esercenti cittadini, che senza scrupoli e in barba alle leggi, vendono alcol ai minorenni.

Il campanello d’allarme era già scattato nelle festività natalizie con le segnalazioni di alcuni genitori ma il fenomeno continua a far registrare gravi episodi.

“E’ assurdo che possano capitare cose del genere, mi rendo conto che a volte è difficile distinguere un 13enne da un 18enne, è complicato per un gestore di attività, ma ricordo che è un reato somministrare bevande alcoliche a minori di 16 anni – spiega Aldo Severino presidente cittadino della Confesercenti – chi infrange tale divieto può essere punito con l’arresto fino a un anno, per il titolare di un esercizio commerciale vige l’ obbligo di chiedere un documento d’identità ai ragazzi che vogliano acquistare o consumare alcolici, per accertare l’età, e ricordo anche che negli esercizi commerciali vi è l’obbligo di esporre il simbolo di divieto di somministrazione degli alcolici e anche la tabella alcolemica, che specifica le quantità di alcol che si possono ingerire per poter guidare”.

Nonostante le limitazioni dettate dalle misure anti-covid19 non passano inosservate le presenze, soprattutto nei week-end, di adolescenti che si mettono in bella mostra, nel cuore della città doriana, bevande alcoliche e cocktail ad alto tasso alcolemico.

“Uno dei problemi dell’Italia è il mancato rispetto della legge che vieta la vendita di bevande alcoliche ai minorenni e di fronte a tali deficit di legalità ad un amministratore non resta che investire in campagne di sensibilizzazione – spiega la consigliera comunale Carmen Fattoruso – i limiti ai giovani non vanno solo imposti ma vanno spiegati, deve esserci una risposta educativa e soprattutto gli esercenti e i somministratori devono aiutarci e devono aiutare i giovani a capire che tale norma serve soprattutto alla loro salute fisica e mentale. L’alcol per i giovani è un modo sbagliato di evadere di sentirsi grandi”.

“Come esponente della categoria spiace constatare che ci sono locali che vendono bevande alcoliche a ragazzetti – sottolinea Mimmo Esposito titolare del Miez’ e Sounds – ci sono fanciulli di 14 anni cui viene servito ogni tipo alcol mettendo in atto azioni che vanno in contrasto con quanto prevede la legge, pur essendo consapevole che c’è una carenza di organico tra le forze dell’ordine, auspico che in centro come in periferia possano esserci controlli mirati per debellare questo fenomeno che mette seriamente a rischio l’incolumità di tanti ragazzi, bisogna fare qualcosa e non perdere tempo perché la situazione è assoluta
mente pericolosa”.

Oltre ai controlli mirati e capillari Esposito esorta un lavoro sinergico che passi attraverso la comunicazione. “Non bisogna perdere tempo e nel caso prevedere una campagna di sensibilizzazione mirata, che informi gli adolescenti sui pericoli e i danni che può causare l’alcol, non è possibile vedere la domenica mattina e la sera locali che servono alcol di qualsiasi tipo ai quattordicenni”.

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