Cimitero, previste 15 esumazioni

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Un’ordinanza per consentire l’esumazione di quindici salme inumate nel cimitero comunale da oltre otto anni.

Un provvedimento emesso dal sindaco Cosimo Ferraioli sulla base delle relazioni dei responsabili del camposanto che potrebbe far emergere anche la mancanza di fosse dove seppellire le persone decedute.

Il calendario degli interventi prevede un’esumazione al giorno a partire da ieri e si procederà all’esumazione ordinaria d’ufficio delle salme indicate nella suddetta ordinanza.

Interventi delicati dal forte impatto emotivo per i familiari e programmati in una fase emergenziale che precluderà a diversi componenti del nucleo familiare del defunto di essere presenti.

“Sarà consentita la presenza di un solo congiunto del defunto, munito di idonei dispositivi di protezione nel rispetto delle ordinanze vigenti per il contrasto della diffusione del coronavirus”, viene specificato nel testo dell’ordinanza.

Il programma delle esumazioni è pubblicato sul portale del Comune con l’auspicio che la comunicazione possa essere raccolta dai familiari dei deceduti che in caso contrario potrebbero scoprire a posteriori l’avvenuta esumazione considerato le tempistiche ristrette.

“I resti dei defunti, a seguito delle operazioni di esumazione ordinaria, saranno raccolti in apposite cassette di zinco, con indicazione dei dati identificativi del defunto, temporaneamente deposte nell’ossario comune e potranno, a seguito della richiesta dei familiari, essere tumulate all’interno di loculi o cappelle di famiglia”.

L’intervento redatto dal responsabile dell’area cimiteriale e firmata dal primo cittadino sembra andare in contrapposizione con i dati emersi negli ultimi mesi che registrano un crescente ricorso alle cremazioni che in parte hanno evitato il sovraffollamento di salme in assenze di fosse disponibili.

Altra vicenda che concerne il camposanto è relativa alla necessità di avviare una ricognizione per regolamentare l’assegnazione di numerosi loculi che potrebbero consentire al Comune di introitare fondi e di mettere la parola fine ad una vicenda che si trascina da diversi anni.

L’esatto numero di loculi ancora in possesso dell’ente comunale dovrebbe essere verificato attraverso un invocato censimento che permetterebbe al Comune di Angri di poter iscrivere al patrimonio comunale loculi e cellette mai assegnati. Minuziosi controlli potrebbero, altresì, essere incentrati sulla verifica delle concessioni, per una durata di 99 anni, contratte dal Comune con i cittadini.

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