Mie care concittadine e miei cari concittadini,
vi scrivo perché sono stata oggetto di una lettera anonima infamante con cui si è deciso di attaccare con violenza e meschinità me e la mia famiglia. Non è la prima volta che in campagna elettorale le donne di Angri vengono prese di mira con questo sistema di diffamazione. Gli autori di questo ignobile atto sono sempre gli stessi, gente che pensa che se una donna fa strada, in politica o in ambito professionale, non è mai per le sue capacità e per il suo lavoro. Fa male ricevere simili cattiverie a fronte di un impegno politico che in questi cinque anni mi ha sempre vista accanto alle fasce più deboli della popolazione: disabili, anziani, giovani emarginati.
La mia esperienza di assessore mi ha spinta a credere ancora di più nei valori della solidarietà e nella funzione dell’assistenza pubblica, e solo gli sguardi delle tante persone che ho incontrato e conosciuto mi danno oggi la forza di superare questo momento terribile. Chi è donna, chi è moglie, chi è madre può capire la sofferenza che questa lettera diffamatoria ha provocato nel mio cuore. E confesso di essere stata tentata dal lasciare tutto, dal ritirarmi nel calore dei miei affetti privati.
Ma ho deciso di andare avanti, di non lasciarmi intimidire, di continuare questa battaglia di civiltà per le persone che su di me fanno affidamento per la difesa dei loro diritti, per le persone che in queste ore stanno esprimendomi la loro solidarietà, e per impedire che una banda di sessisti anonimi possa fermare il cambiamento. Grazie a tutti per essermi stati vicini in queste ore, grazie per avermi dimostrato che Angri non è questa, che Angri vuole continuare a cambiare in meglio, senza lasciarsi nessuno indietro. Annamaria Russo