Caro direttore Luigi D'Antuono, ho letto il suo articolo odierno su angrinews e spero che, almeno questa volta, mi conceda il diritto di replica e la possibilità di interloquire con lei e i suoi lettori. Non si tratta di una premessa di maniera, visto che lei sa benissimo quante volte le mie risposte non sono state pubblicate sul suo giornale e quante richieste di intervento nel suo format televisivo sono state declinate. Voglio chiarirle che la frase postata su Facebook (“A giorni vi dirò chi è il bugiardo!”) non era riferita a lei o ai suoi colleghi, e ciò mi fa guardare al suo intervento come alla famosa “coda di paglia”. Chiarisco anche che la precedente esondazione del Rio Sguazzatoio era avvenuta sul territorio di San Marzano sul Sarno, ma di tale piccolo particolare nelle cronache non v'è traccia. Lo stesso effetto, all'epoca, hanno sortito le immagini di repertorio – usate anche quando si parla di
rifiuti – che tendono a ingannare le persone facendo credere che le situazioni immortalate siano attuali (e non invece riferite a gestioni in cui lei ha avuto un ruolo retribuito). Come dice lei, il tempo è galantuomo. E sono convinto che, nonostante tutti gli attacchi e i sabotaggi informativi che subisco dal 2010, gli angresi capiranno lo sforzo e il lavoro messo in campo dalla mia amministrazione per risolvere i problemi degli allagamenti (e anche quello dei rifiuti). Credo sinceramente che, tra i tanti difetti che possano esserci imputati, sicuramente non ci sono lassismo e menefreghismo rispetto ai mali della città. Credo che non ci voglia altro che buonsenso per riconoscerci almeno il fatto di essere sempre sul territorio, sempre al lavoro per dare risposte ai cittadini. Sugli esiti delle nostre azioni ognuno può avere le sue opinioni, ma sul fatto che lavoriamo tanto penso che anche il nostro più acerrimo nemico possa opinare ben poco. Infine non mi sottraggo alla sua domanda conclusiva, ossia perché non mi sono dimesso quando sono stato indagato. Io credo nello stato di diritto, credo nell'innocenza fino a prova contraria, credo che ognuno abbia il diritto di difendersi e far valere le proprie ragioni. Devo forse spiegarle la differenza tra indagato e condannato? Credo di no. Questa differenza, egregio direttore, vale per tutti, per gli amici e per gli avversari. Questo è quello che penso io. Devo invece notare che nel suo caso le cose non stanno così: si è garantisti con gli amici e giustizialisti con gli avversari. C'è un altro personaggio politico di primo piano nella scena politica angrese sottoposto ad indagini. Io spero che riesca a dimostrare la sua estraneità ai fatti e gli auguro di cuore di superare indenne questo momento. E mai mi sono sognato di speculare sulla sua disavventura. Ma le faccio notare che, non solo sul suo giornale non ho letto richieste di dimissioni, ma non ho neppure letto la notizia! Evidentemente, tra i “media allineati”, tanto per usare un'espressione a lei cara, c'è anche chi fa il moralista, e l'allineamento è solo questione di punti di vista. Oppure devo pensare che giornali come Il Mattino o Il Corriere del Mezzogiorno, che invece hanno pubblicato notizie su entrambe le vicende, siano entrati nel novero dei “maurioti” (altra bella espressione da galantuomo)? Tornando ai problemi reali della città, la mia amministrazione sta facendo quanto ritiene utile e opportuno per risolverli. Per mia natura non mi aspetto il plauso della stampa o degli avversari politici, e so benissimo che i modi di vedere i problemi e le soluzioni che è possibile prospettare sono molteplici. È per questo che in democrazia ci si candida su schieramenti opposti. Chi vince ha la possibilità di implementare le azioni che ritiene giuste ed efficaci, chi perde propone soluzioni alternative. Come sarebbe bello un sistema del genere anche ad Angri!
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Caro Sindaco,
con immenso piacere leggo e pubblico la Sua nota, tuttavia, non posso esimermi dal rappresentarle alcune inesattezze circa il Suo scritto. Da sempre Le riconosco capacità politiche ma sul piano comunicativo mi permetta di nutrire dei dubbi sulla portata di relazionarsi con la gente e i media, ovviamente, mi riferisco a quelli non allineati. Mi spiace aver dovuto sottrarre a Lei, o a chi ha scritto per conto suo, tempo prezioso che magari avrebbe potuto destinare a qualche azione per “il bene della città”, ma tant’è…
Caro sindaco, Le assicuro che non era mia intenzione metterla in difficoltà o crearle disagio ma la mia riflessione era dovuta solamente ad una considerazione dei fatti avvenuti due anni fa e replicatisi in queste ore.
Ma basta davvero qualche goccia d’acqua per farla agitare? Sono deluso! Ero convinto che gli anni da sindaco avessero reso una persona pacata e dialogante, invece, mi devo ricredere nonostante il tentativo di qualche adepto di farLa passare come il “buon samaritano” attraverso i commenti e le frasi ad effetto trascritte sui social. Peccato! E’ stata l’illusione di un attimo!
Mi rendo conto che Lei ha delle evidenti difficoltà ad accettare critiche o ad accogliere un pensiero lontano dalla sua “forma mentis” però la vita è così! Stia sereno sindaco e non si inquieti perché non ho alcuna intenzione di intraprendere un percorso politico-elettorale ma semplicemente voglio continuare a raccontare i fatti alla gente di questa città in nome anche di quella verità che Le risulta spesso indigesta! Ricorda la Sua agitazione sul palco in piazza Doria, nel 2007, in occasione del confronto tra sindaci??? Beh, bastò semplicemente vedermi e sapere che avrei dovuto rivolgerle una domanda, dinanzi a migliaia di persone, per farla andare su tutte le furie. Bene, memore di quella esperienza, mi guarderei bene dal metterla in difficoltà.
Anche sul piano personale, dove Lei abilmente è andato a parare, non ho alcun esitazione a ribadire che sono stato portavoce del Sindaco La Mura, incarico assegnatomi fino al febbraio del 2007, (esperienza esaltante conclusa sei anni fa) per occuparmi della comunicazione con compenso netto di 850 euro mensili. Mi consenta, nella circostanza, di porgerLe questa domanda: Lei quanti soldi dei cittadini angresi ha, finora, impegnato per la comunicazione, quanto denaro pubblico ha dispensato per avere l’immagine del Sindaco efficiente??? Quanto è costato tutto questo in un anno ai cittadini, quanto costerà???
Lasciando correre le analisi di carattere politico elencate nella Sua missiva, (ribadisco non faccio il politico!) mi preme ricordarle che il mio giornale telematico non si occupa delle vicende giudiziarie che colpiscono i singoli e come potrà notare, spulciando tra le pagine web, non vi è traccia della vicende giudiziarie che hanno riguardato la sfera personale di qualche assessore della Sua giunta!
Sindaco non si tormenti, non si agiti, plachi la sua ira, non si arrabbi, in fondo è bello che qualcuno abbia pensieri divergenti da suoi. In merito alle richieste di interviste, devo ammettere che in una sola circostanza, qualche anno fa, mi ha inviato una nota per farsi intervistare ma credo che occorra ancora molto tempo per soddisfare questo desiderio poiché da giornalista autonomo, indipendente e pensante ho ancora il diritto di scegliermi i miei ospiti. Non ti crucciare! Ad majora… Luigi D’Antuono
