Sogni e paure dei giovani angresi

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I giovani ed i sogni, le speranze e le paure. L’incertezza del futuro, la speranza di fare un lavoro che rispecchi le proprie passioni e attitudini, le preoccupazioni per i test d’ingresso all’Università: sono solo alcuni elementi che emergono dal giro di interviste ai giovani di Angri. C’è chi crede ancora nel significato della parola sacrificio e meritocrazia ed alza la voce contro la pratica diffusissima del clientelismo che soffoca le menti pensanti e meritevoli. Lo studio risulta essere ancora fondamentale per realizzare i propri sogni e provare a rendere più giusta la società in cui viviamo. Insomma i giovani vogliono mettercela tutta affinchè il futuro all’orizzonte sia roseo, ma non si può sottovalutare oltre tempo la loro richiesta di un sistema meritocratico, più giusto e portatore di valori come quello sconosciuto dalle nostre parti di bene comune. Alle istituzioni civili e religiose, agli imprenditori, ai sindacati e ai media: i giovani di “buona volontà” sono vivi e vegeti ed hanno tanta forza. Francesco Miracolo, giovane studente di Radiologia a Latina: “Sono sempre stato messo in difficoltà dalla domanda riguardante il mio futuro e così ho sempre evitato di rispondere perchè non sapevo cosa dire. Premetto che studio radiologia a Latina e quindi spero di trovare impiego in questo ambito, ma le richieste sono tante ed i posti di lavoro pochi quindi non voglio avvilirmi già da ora. Penso di avere ancora qualche anno per pensarci e riporre un pò di speranza per realizzare la mia ambizione.”

E’ sembrata più determinata la giovane studentessa di Giurisprudenza Angela Pentangelo: “Io appartengo a quella categoria di giovani che cercano di andare avanti grazie ai loro sforzi e spero che un giorno verrò ricompensata come tutti i giovani che s'impegnano ad arrivare agli obiettivi prefissati. Non possiamo mandare avanti gente raccomandata altrimenti finiremo per diventare un paese di ignoranti! Viviamo nel XXI secolo durante il quale i giovani ottengono posti di lavoro grazie alle raccomandazioni e non coi loro sforzi o capacità. I giovani hanno bisogno del riconoscimento sociale per ritornare a sentirsi fieri ed orgogliosi della propria vocazione e se ciò non cambierà quelli poveri e privi di conoscenze si ritroveranno senza lavoro, perdendo ogni ambizione, perché comprenderanno che non saranno ripagati degli innumerevoli sforzi.”

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Salvatore Galasso, neo diplomato esprime il suo pensiero: “Il mio obbiettivo è quello di studiare. Attendo il risultato del test di ingresso alla facoltà di CTF (chimica e tecnologie farmaceutiche) e questa situazione mi mette ansia perchè tutto dipende da un quesito. Mi domando, è giusto tutto questo? Precludere in anticipo la possibilità di entrare in una facoltà che mi è sempre piaciuto frequentare! In futuro spero di diventare un ricercatore scientifico per poter curare malattie di cui non si è ancora trovata la cura. Però se non supero il test dovrò fare qualcosa di diverso rispetto ai miei obbiettivi, e questa situazione mette serie preoccupazioni al mio avvenire.” Infine la giovane studentessa di Medicina Veterinaria Ida Todisco ha così commentato: “Ho paura del mio futuro ma nello stesso tempo ho voglia di crederci. Frequento la facoltà di Medicina Veterinaria perché ho sempre amato gli animali e spero che nonostante le difficoltà che l’Italia e la nostra società stanno attraversando, io possa in futuro trovare un lavoro che soddisfi a pieno questa mia passione.” Giuseppe Afeltra

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