Lavoro occasionale: 582 aspiranti

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Lavoro occasionale accessorio: pronta la carica dei seicento. Per la precisione a comporre l’elenco di studenti e disoccupati in cerca di un lavoro nel settore del giardinaggio, della pulizia degli edifici pubblici o della piccola manutenzione degli stessi sono in 582. Un fatto che induce a riflettere. Si tratta sia di giovani in cerca di piccoli lavori per arrotondare la paghetta settimanale, che persone in cerca di occupazione.

La lista stilata dal Comune è composta da cittadini che l’amministrazione intende utilizzare «per lavori di emergenza, di facchinaggio, di pulizia e manutenzioni di edifici, parchi e monumenti, manifestazioni culturali, sportive e di solidarietà».

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Sono considerate prestazioni occasionali accessorie quelle che non diano luogo a compensi superiori ai cinquemila euro annui netti non assumendo nel corso del tempo le caratteristiche di subordinazione. I lavoratori utilizzati per questa fattispecie contrattuale potranno essere retribuiti attraverso i cosiddetti buoni lavoro (voucher), che contemplano anche la quota contributiva previdenziale.

Uno strumento utile per venire incontro ad una pluralità di soggetti in cerca di lavoro e guadagno. Il lavoro occasionale accessorio è un tipo specifico di prestazione lavorativa che viene svolta in modo non continuativo in virtù di particolari esigenze, ad esempio legate alla stagionalità di una mansione.

Una scelta ben precisa operata da Palazzo di Città attraverso la quale fornire, sebbene in maniera parziale, una risposta alla sempre più crescente fame di lavoro dei cittadini. Per tali forme di lavoro sono previste la copertura assicurativa attraverso l’Inail e quella previdenziale attraverso l’Inps, di conseguenza sono i periodi di lavoro pienamente riconosciuti a fini pensionistici, pur non dando diritto a prestazioni a sostegno del reddito come assegni familiari e maternità. Uno strumento flessibile e pratico che può anche essere adoperato dalle imprese private. A vigilare in merito alla corretta utilizzazione dei lavoratori attraverso i buoni gli ispettori dell’Inps. Un indice della brutta crisi. Pippo Della Corte

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