Casse vuote, il Comune ricorre ai mutui

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Il Comune batte cassa e chiede alla Cassa Depositi e Prestiti una nuova iniezione di liquidità attraverso una procedura di recente approvata dal governo. In sostanza, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pasquale Mauri, per fare fronte alle sempre maggiori spese ha aderito ad una iniziativa di respiro nazionale prevista proprio per gli Enti a corto di denaro. Un atto formalizzato da una recente determina del settore programmazione e risorse.

Nello specifico si tratta della possibilità di ottenere un nuovo prestito “ad addendum” rispetto a quanto già ricevuto. Un’anticipazione che ovviamente dovrà essere restituita da Palazzo di Città per coprire quei debiti contratti entro il trentuno dicembre 2012 e che rispondano ai requisiti di certezza, esigibilità e liquidità.

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Un fondo specifico previsto dalla legge numero 35 dell’otto aprile 2013 recante «disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonchè in materia di versamento degli enti locali».

Un’anticipazione in deroga all’attuale normativa proprio per sposare le esigenze di quelle amministrazioni prive di risorse proprie per far fronte ai debiti contratti. Un dato che induce a riflettere e che potrebbe rappresentare un campanello d’allarme per le finanze cittadine evidentemente alle prese con problemi di liquidità.

Per il momento, però, non è stato reso noto l’importo di cui il Municipio ha bisogno considerato che occorrerà prima verificare se la richiesta sarà accolta e solo dopo si potrà sottoscrivere il contratto di anticipazione con la Cdp.

In caso di accettazione da parte dell’Istituto romano di via Goito il Comune dovrà rispettare una serie di passaggi obbligati finalizzati al pagamento dei propri fornitori tra cui «effettuare i pagamenti con criterio di priorità, dando priorità ai crediti non oggetto di cessione pro soluto» imputando il pagamento «al credito più antico come risultante dalla fattura o dalla richiesta equivalente di pagamento».

L’Ente, inoltre, dovrà comunicare ai «propri creditori, anche a mezzo di posta elettronica, l’importo e le date entro le quali provvederà al pagamento dei debiti». Insomma, la situazione dei conti sembra essere delicata. Pippo Della Corte

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