Lo scempio al cimitero è costato 44mila euro agli angresi!

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Continua a tenere banco la questione relativa al taglio dei cipressi nel cimitero cittadino. Tra difese e accuse al vetriolo, intanto si inizia a parlare anche di costi. Dalla determina 593/2013, sottoscritta dal dottore Gaetano Spera, responsabile uoc programmazione e risorse, si evince che è stata impegnata una somma pari a 44.431,20 euro per provvedere appunto al pagamento degli interventi effettuati: quest’importo è dovuto per le prestazioni rese dall’azienda speciale Angri EcoServizi.

Dalla delibera, accanto all’aspetto pur rilevante dei costi, emergono altre informazioni, che interessano i cittadini che hanno reiteratamente puntato il dito contro tale decisione. In particolare si spiega che la decisione di tagliare gli alberi, per ragioni di pubblica sicurezza, è stata causata dal violento aeremoto che lo scorso 6 marzo, ha provocato lo sradicamento di circa cento cipressi nel cimitero: pertanto fu anche necessario, per scongiurare rischi all’incolumità pubblica, chiudere al pubblico il cimitero, e fu incaricata fin da subito l’A.E.S. per il ripristino della sua fruibilità.

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«Durante le operazioni di taglio –si legge nella determina 593- si è riscontrato che la quasi totalità degli alberi era affetta da carie del legno, comportando un elevato rischio di collasso degli alberi.

Il 18 marzo, a seguito del ripresentarsi degli eventi ventosi, si è riscontrata, anche su segnalazioni la grave deficienza della stabilità di numerosi ulteriori alberi. Pertanto, a seguito di attento sopralluogo, si è reso necessario procedere al taglio completo di tutti gli alberi del cimitero, costituendo gli stessi un grave rischio per l’incolumità del visitatore, oltre che potenziale causa di danni».

Alla base della decisione di tagliare gli alberi all’interno del camposanto ci sarebbe anche una relazione, agli atti del comune di Angri a firma del dottore Michele Grimaldi, nella quale, in seguito ad una verifica dello stato degli alberi nel cimitero, si precisava che «l’anomala distribuzione delle masse, e l’effetto vela che ne deriva determina rischi elevati di caduta o di rottura delle branche».

Un altro dettaglio rilevante è che, in seguito ad un censimento, è stato determinato in 306 il numero di presenti nel cimitero oggetto di taglio. In definitiva la decisione è stata presa sulla scorta di segnalazioni, sopralluoghi e sulla base di una relazione. La polemica, però, anche in vista di un’apposita interrogazione consiliare, proposta dal Pd-centrosinistra, composto da Cosimo Ferraioli, e Lina Recussi, è destinata a continuare. Maria Paola Iovino

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