Ferraioli: “chiarezza sulle verifiche Soget ad Angri»

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Il capogruppo della coalizione di centrosinistra, Cosimo Ferraioli, fa tornare alla ribalta la questione Soget con una interrogazione consiliare. «Vorrei sapere se gli accertamenti ad Angri li continua o meno a fare la Soget, -incalza Ferraioli, Pd- tanto perché nel marzo 2012 il consiglio comunale ha approvato la delibera n. 5, in seguito alla quale si sarebbero dovute adottare in autotutela, con la massima urgenza, misure finalizzate alla verifica dell’efficacia del contratto 1220 del 11 04 2011 tra il comune di Angri e la Soget, stipulato a seguito dell’affidamento del servizio di censimento del territorio comunale, finalizzato alla costituzione dell’anagrafe edilizia comunale, al recupero evasione ed elusione, all’accertamento e riscossione coattiva dei tributi Ici e Tarsu».

In sostanza chiede lumi all’amministrazione Mauri se è stato o meno dato seguito a quanto deliberato dalla stessa maggioranza consiliare. «Nel marzo 2011 questo consiglio ha deliberato di attivare, -continua Ferraioli- con la massima urgenza, procedure di verifica della legittimità dell’affidamento del servizio di riscossione ed accertamento, al fine di contenere il danno economico in capo all’ente, e modificare il contratto in essere lasciando alla Soget il compito del censimento, mentre l’accertamento e la riscossione saranno in capo all’ente. Questo non lo ha deciso il Pd ma la maggioranza consiliare».

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Ferraioli afferma di parlare sulla base dei rilievi effettuati da alcuni cittadini, ai quali continuano a pervenire, a suo dire, atti di accertamento emessi dalla Soget. «Vogliamo sapere se sono state effettuate le procedure che l’amministrazione ha inteso intraprendere volte a verificare o a modificare il contratto, così come approvato dal Consiglio. Inoltre ci farebbe piacere sapere in quale modo sono reperiti i dati da parte della Soget per l’emanazione degli atti di accertamento Ici, e se l’amministrazione intende effettuare l’accertamento e la riscossione di questi tributi». Replica Mauri: «Questo argomento avremmo potuto non discuterlo, perché nella cartellina della trattazione delle interrogazioni c’è zero. Il regolamento non consente di fare interrogazioni se non urgenti e improcrastinabili». (m. p. i.)

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