La strana logica di “don” Pasquale Mauri

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Pubblichiamo di seguito l'articolo pubblicato in data 22 gennaio dal quoitdiano "LaCittà" a firma del giornalista Carlo Meoli

Strano modo di pensare quello del sindaco di Angri, Pasquale Mauri. Ed è quantomeno singolare la sua maniera di intendere la gestione della cosa pubblica. Da quando si è insediato ha inanellato una serie di gaffe. Chiama a dirigere il comando della polizia locale Anna Galasso, tenente a Nocera. Solo che la “comandanta” è stata rinviata a giudizio perché la magistratura ritiene che il concorso con cui ha ottenuto la promozione era truccato.

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Ma don Pasquale non si ferma qui. Pur di fronte alle – timide in verità – reazioni delle opposizioni, la promuove. E’ indagata? Fa nulla, dice Mauri, è molto brava. Poi c’è la storia della mensa scolastica. La gara così come strutturata già di per sé destava non poche perplessità. Ma non fa niente, don Pasquale è un carro armato.

Poi si scopre che ha scelto come consulente per tutto l’iter un consigliere comunale che di mestiere fa l’imprenditore: gestisce una ditta che fornisce pasti.

«Ho sfruttato la sua grande competenza», dirà poi, salvo scaricare tutte le responsabilità per eventuali “distrazioni” sui soliti funzionari “strapagati” e “incompetenti”.

Non contento, ecco la perla Soget. Viene affidato l’incarico della riscossione coattiva dei tributi a una ditta dove il figlio di Mauri ha effettuato uno stage di formazione. Infine il caso Ferrara.

A un certo punto, la maggioranza Mauri traballa. Dopo travaglio interiore, Marcello Ferrara decide di appoggiare il sindaco.

Baci, abbracci e tanta soddisfazione. Poi, e sarà ovviamente un caso, ci si ricorda che non sono mai state assegnate le deleghe dell’assessore dimissionario Caterina Barba. Così chi entra in giunta? Il figlio di Ferrara, naturalmente.  (fonte: La Città di Salerno – Carlo Meoli)

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