Consiglio comunale, tante parole…

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Ad Angri, una maggioranza consiliare spaccata in due caratterizza il ritorno ieri sera del consiglio comunale dopo tre mesi di assenza. Distinguo, accuse e richieste di chiarimenti, ma alla fine con un abile «colpo di mano» il sindaco Pasquale Mauri devia l'attenzione sull'operato della Giunta, traghettando di fatto l'assemblea verso la discussione del primo anno di Amministrazione, e lasciando irrisolti nei numerosi presenti (tra i quali una delegazione dei 21 commercianti del centro storico in attesa della discussione della mozione sulla rimodulazione della Zona a traffico limitato, oggetto delle proteste negli ultimi dieci mesi) i dubbi sull'effettiva tenuta della maggioranza.

Il primo colpo di scena, tutto interno alla lista civica di maggioranza «Progetto Comune», è la sfiducia del capogruppo Emilio Testa (uno dei quattro consiglieri di maggioranza con Conte, Sorrentino e Fiorelli firmatari del documento di sfiducia all'operato dell'Amministrazione) da parte degli altri due consiglieri eletti Alfonso Scoppa e Marco De Simone, con quest'ultimo designato nuovo capogruppo.

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«Prendo atto della sfiducia, ringrazio i colleghi ed auguro a De Simone buon lavoro – ammette a caldo Testa – ma vorrei conoscere i motivi della sfiducia». «Caro Emilio, noi abbiamo una visione diversa della politica – replica Scoppa – avresti dovuto coinvolgerci e rappresentarci il tuo disagio prima di firmare il documento». Il clima si accende subito, e Mauri sottolinea come «per la prima volta nella storia politica di Angri un dissenso interno in maggioranza si discute in consiglio, e non in stanze segrete o tentando di risolverlo con accordi sottobanco».

E siccome nessuno si decide a leggere il documento della discordia, dai banchi dell'opposizione chiede la parola il capogruppo del Pdl, Antonio Squillante, e lo legge. «Il documento deve essere spiegato ai cittadini da chi l'ha redatto!», tuona Scoppa, a cui replica Conte: «Deve essere il sindaco a spiegarci cosa si stia facendo per le numerose problematiche che abbiamo sollevato, dal Puc al Piano casa».

A gettare acqua sul fuoco delle polemiche ci prova Fiorelli, spiegando che «il documento voleva indurre alla riflessione e forse è stato frainteso, mi sono dichiarato indipendente in consiglio pur ritenendomi sempre dell'Udc fino a che non si ripristineranno le condizioni di unità della maggioranza».

Testa si dice «meravigliato del comportamento e dei toni assunti dal sindaco e da parti di maggioranza nei nostri confronti, quando siamo venuti meno alla linea del sindaco ed abbiamo iniziato a sollevare dei problemi di stimolo per l'Amministrazione». Mauri replica al documento elencando i risultati amministrativi, come il decoro di Piazza Annunziata e del Rione Alfano, deviando l'attenzione dei presenti sulle relazioni degli assessori, dando a sua volta la parola all'assessore ai servizi sociali Annamaria Russo, e chiudendo di fatto la discussione sul documento tra mille dubbi irrisolti.  francesco rossi

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