Il giudice Ingroia incontra i giovani

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La presenza del giudice Antonio Ingroia, Procuratore Assistito alla Procura Antimafia di Palermo e stretto collaboratore dei compianti giudici Falcone e Borsellino, per dare un segnale alle giovani generazioni e discutere di tematiche che spesso le fasce giovanili relegano in secondo piano. La manifestazione è stata organizzata dagli alunni della Terza Scuola Media di Angri conclude un percorso educativo orientato alla cultura antimafia che ha previsto la lettura del libro “Nel labirinto degli Dei” scritto dal dott. Ingroia, in cui si raccontano con dettaglio e passione fatti ed episodi legati alla mafia della Sicilia degli anni ’80 e storie di uomini valorosi che l’hanno combattuta perdendo la propria vita.

“La presenza di Ingroia nella mia città – commenta il primo cittadino – e testimonianza che una strada per combattere la mafia esiste: quella del coraggio, della non omertà, del senso di giustizia, dell’azione collettiva. Sono il Primo Cittadino di una comunità che fortunatamente non è mai stata sciolta per infiltrazioni camorristiche, come invece è accaduto in qualche paese limitrofo, ma dove comunque è presente una certa inciviltà e una non osservanza delle regole”.

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Efficaci le parole del parroco Don Domenico di santa Maria delle Grazie: “Giovani, in memoria di chi ha perso la propria vita perché vivessimo in un mondo migliore dobbiamo continuare la missione del bene. La legalità non è un progetto tanto lontano da noi se solo volgiamo il nostro cuore all’amore. Voi siete la nostra forza perché avete negli occhi la speranza della storia di oggi e del domani”.

Di alta caratura l’appello lanciato agli studenti angresi dal Procuratore Ingroia che ha dichiarato: “Per combattere la mafia non è necessario essere degli eroi o dei superuomini, la lotta può cominciare da un giovane appassionato, da un cittadino comune, da un onesto lavoratore. Ognuno di noi è chiamato a contrastare e sconfiggere questa filosofia malavitosa che spezza le ali a chi ha deciso di volare, di vivere con senso di giustizia e di responsabilità la propria vita. Voi giovani avete una marcia in più, la grinta, la speranza, il credo, i sogni. Siate uniti nel vostro desiderio di cambiare il mondo, la mafia vince quando si è soli. Non siate passivi nel vivere la società, abbiate fiducia in voi stessi e negli altri. Credete fino alla morte che il bene esiste ed è praticabile. Siate padroni del vostro presente per progettare con fiducia il vostro futuro”.

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