Nomine negli Enti, incompatibilità con i consiglieri comunali

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Il consiglio comunale dell'altra sera ha votato un provvedimento teso ad eviatre, per quanto possibile, forme di nepotismo all'interno delle società partecipate dal Comune. L'atto approvato eliminerebbe la possibilità per i consiglieri comunali in carica e per il sindaco di affidare incarichi a familiari, congiunti ed affini sino al terzo grado di parentela.

Ciò con l'obbiettivo di arginare forme clientelari favorendo i parenti degli eletti. Un tentativo apprezzabile. Il provvedimento liquidato non vale per gli assessori e per coloro che da esterni stipulano, oppure hanno stipulato contratti direttamente con il Comune. Un primo timido passo verso una maggiore assunzione di responsabilità da parte della politica locale.

La proposta formulata dal consigliere di opposizione Antonio Squillante è stata discussa ed approvata così come previsto da uno dei punti all'ordine del giorno: "Indirizzi per le nomine, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni". Sono numerosi gli enti all'interno dei quali Palazzo di Città dovrà indicare propri rappresentanti. Diverse le società partecipate in cui verranno indicati cittadini in rappresentanza dell'Ente. Una serie di nomine che dovrebbero avvenire da qui a poco tempo. Il sottogverno da sempre alimenta clientele e spartizioni.

Ecco quali sono alcune delle consorziate in cui a vario titolo partecipa anche il Comune: Agroinvest spa, Patto per l'Agro, Piano di Zona, Consorzio di Bacino, Cstp, Comunità montana Monti Lattari, Ente parco regionale del fiume Sarno, Area Sviluppo Industriale Salerno, Consorzio di bonifica fiume Sarno, Angri Eco Servizi. Il promotore dell'iniziativa ha motivato così la sua proposta: "Il provvedimento dovrebbe rappresentare un primo strumento utile per evitare forme di nepotismo tendenti a favorire i parenti ed i congiunti degli eletti. Un ulteriore passo vesro la trasparenza amministrativa.

Una strada che bisogna percorrere se le istituzioni vogliono recuperare credibilità agli occhi dei cittadini". Il provvedimento però sembrerebbe essere monco visto che sono esclusi i membri della giunta e chi a vario titolo ha stipulato, oppure stipulerà contratti con il Comune: "L'atto è valido solo per gli enti in cui il Comune ha quote di partecipazione, ma ciò non esclude che in futuro si possa ampliare il discorso coinvolgendo anche gli assessori e direttamente l'Ente comunale e chi con esso sottoscrive contratti a vario titolo".

E' da notare, infatti, che sia in qualità di consulenti, che di collaboratori esterni il Comune ha stipulato contratti ancora in corso con parenti di consiglieri comunali attualmente in carica.   Pippo Della Corte

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