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Caso Mainardi, D’Antuono: “non chiedo scusa!”

Luigi D'Antuono
Gennaio17/ 2019

NON CHIEDO SCUSA !
La Corte d’appello di Milano, nel novembre scorso ha assolto una ex consigliera provinciale leghista di Monza che al grido di “FORZA Vesuvio, FORZA Etna…” qualche anno fa (quando nel mirino c’erano solo i terroni e non, come oggi, innanzitutto gli immigrati) si era augurata su Facebook “una catastrofe naturale nel centro sud dell’Italia”. In questi giorni è stata resa nota la motivazione della sentenza assolutoria: non si era trattato di becera propaganda razzista, ma semplicemente di… ignoranza!
Questa notizia, pubblicata su Repubblica online il 16 gennaio, l’ho letta un attimo prima di iniziare a scrivere una durissima risposta al comunicato degli amministratori angresi della Lega, nel quale:
– si cita erroneamente la lettera della Prefettura che tratta della incandidabilità e non della incompatibilità (e non poteva essere diversamente visto che la dichiarazione di incompatibilità spetta al Consiglio Comunale);
– si dà erroneamente il potere al Ministero degli Interni di “poter mettere fine ad una vicenda” in cui i soggetti decisionali, a vari livelli, sono solo la Magistratura e il Consiglio Comunale;
– si riportano erroneamente affermazioni del sottoscritto in Consiglio Comunale per poter poi affermare che lo stesso aveva “impropriamente paventato lo scioglimento” del Consiglio Comunale;
– si invitano, sulla scorta di tali errate premesse,i consiglieri dell’opposizione a chiedere scusa al loro collega e all’intera città.

La lettura dell’articolo di Repubblica ha avuto il merito di strapparmi un sorriso, di rasserenarmi, di farmi constatare come a volte un’assoluzione possa essere più pesante di una condanna e di ricordarmi che, se mancano i “fondamentali” (una volta i professori dicevano le “basi”), è difficile far cambiare idea a chi è convinto che bisogna prima grattugiare il formaggio nel piatto e poi versarci sopra la pasta.
Tanto premesso, voglio allora serenamente precisare ai colleghi salviniani (e a qualcun altro cripto tale), chi, secondo me, debba scusarsi con la città e chi … no:
– Si deve scusare il consigliere comunale che ha dato origine a questa vicenda ed a cui sono stati confiscati in via definitiva dei beni di sua proprietà;
– Si devono scusare con la Città i membri della maggioranza che invece di invitare il consigliere a dimettersi (nell’interesse di Angri) hanno rilasciato varie interviste assolutorie, facendo finta di non sapere che, al di là delle valutazioni giuridiche, in ogni caso esisteva un problema etico e politico di notevole spessore e gravità;
– NON si devono scusare i consiglieri di minoranza che, fin dall’inizio, hanno avuto un atteggiamento sobrio e discreto sulla vicenda, evitando interviste e speculazioni politiche fino al punto da fare la richiesta di accesso agli atti utilizzando il protocollo riservato del Comune ?
– NON si devono scusare i nove consiglieri di minoranza che, una volta conosciuti gli atti, non li hanno resi pubblici e si sono limitati a sottoscrivere e a pubblicare, oltre due mesi fa, un breve comunicato in cui esprimevano le loro preoccupazioni e chiedevano di fare chiarezza per non arrecare pregiudizi al nostro paese ?
– Si deve scusare il Sindaco per aver ricevuto dalla Procura di Salerno a fine novembre una nota che, in base alla legge, doveva trasmettere per competenza al Consiglio Comunale e che fino ad oggi ha ancora omesso di inviare, nonostante quanto previsto dal comma 4 dell’art. 10 della Legge Severino;
– NON si deve scusare il Consigliere Luigi D’Antuono per essere venuto a conoscenza della sopracitata documentazione inviata dalla Procura al Sindaco e per aver poi doverosamente rivelato la grave omissione del Sindaco in Consiglio Comunale;
– Si deve scusare quel Consigliere leghista che ha chiesto di togliere la parola al sottoscritto in quanto l’argomento non era all’ordine del giorno (ma come poteva esserci se la lettera stava chiusa nel cassetto del Sindaco?);
– Si devono scusare gli amministratori leghisti per aver dato una falsa notizia scrivendo che il Ministero dell’Interno si era pronunciato sull’incompatibilità del Consigliere anziché sull’incandidabilità (sono due situazioni completamente diverse, come si fa a confonderle?);
– Si devono scusare gli amministratori leghisti per aver, frettolosamente ed erroneamente, ritenuta chiusa una grave questione etica e di immagine per il nostro paese;
– Si devono, infine, scusare i sottoscrittori del comunicato della Lega di Angri per aver sostanzialmente accusato i Consiglieri di minoranza (nonostante l’atteggiamento responsabile e quasi silenzioso avuto) di muoversi in base a pregiudizi personali e politici.
Se così stanno le cose la vicenda non è affatto chiusa, ma va chiusa al più presto, visto che ormai si trascina da mesi e che ogni volta che se ne parla si arreca un grave danno innanzitutto ad Angri ed alla sua immagine.
Luigi D’Antuono
Consigliere Comunale

Luigi D'Antuono
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