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Località Avagliana, progetto per un centro sociale

Luigi D'Antuono
luglio06/ 2018

 

Ridare centralità alla zona rurale di Angri. Località Avagliana al centro degli interessi dell’Amministrazione Ferraioli. La vecchia struttura che ricorda la ruralità del luogo è da anni in completo stato di abbandono e risulta difficile qualsiasi azione di recupero e di ristrutturazione. Attraverso l’abbattimento e la ricostruzione verrà realizzato un centro sociale che alimenterà l’aggregazione e il ritorno della vita vissuta in quell’area della profonda campagna angrese.

Riportare le periferie al centro, far sentire i residenti delle aree rurali della città parte integrante del territorio ed esempio di memoria sociale da rivalutare e da riqualificare. Ritornare ad essere cittadini con gli stessi diritti di chi vive nel centro città, avendo la possibilità di usufruire di servizi adeguati, moderni, di aggregazione sociale, rafforzando il senso di comunità attiva. La vecchia struttura fatiscente sarà abbattuta e dalla sua ricostruzione sorgerà un centro sociale che sarà aperto alle famiglie, agli anziani, ai giovani, che potranno usufruire di spazi comuni in sinergia con la parrocchia e della piccola chiesa presente. Questa mattina il sindaco Cosimo Ferraioli ha effettuato il sopralluogo insieme al consigliere Vincenzo Fasano ed alcuni tecnici, per dare inizio al programma di abbattimento e ricostruzione del vecchio fabbricato.

“Non trascuriamo nessuna parte di popolazione angrese, riportando le zone rurali al centro degli interessi di un’amministrazione e di una politica non più lontana dalle periferie. La locazione geografica non deve essere più la discriminante che negli anni ha generato cittadini con diversi diritti ma uguali doveri. Noi azzeriamo il passato ponendo tutti nella stessa considerazione e stessa importanza. In località Avagliana realizzeremo un centro sociale che garantirà il ritorno di una vita sociale che negli anni si è dissolta. Noi vogliamo ridare forza a nuove occasioni di aggregazione, per quella fetta di popolazione che ancora custodisce le radici del nostro passato contadino; saggezza e cultura di un mondo che deve vivere ancora, memore del passato ma nella modernità dei servizi”.

 

 

Luigi D'Antuono
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