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La discendente di sant’Alfonso Maria Fusco scrive al popolo di Angri

Luigi D'Antuono
novembre13/ 2017

 

“Carissimi, il 2 novembre scorso la trasmissione Porta a Porta condotta da Bruno Vespa, è stata dedicata quasi esclusivamente ai Santi: accanto ad una graduatoria dei santi più noti e venerati in Italia e nel mondo, a partire da San Francesco d’Assisi, Sant’Antonio da Padova, Padre Pio, San Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta e san Gennaro si è parlato anche del nostro amatissimo Sant’Alfonso Maria Fusco.

In qualità di discendente sono stata invitata alla trasmissione, a cui hanno preso parte giornalisti, teologi, parenti di santi e beati proclamati da papa FrancescoBruno Vespa ha illustrato anche con immagini la vita e l’Opera del Santo di Angri, ponendo l’accento sulla sua intuizione di voler dare ai fanciulli abbandonati non solo un tetto e un’educazione religiosa, ma anche una formazione professionale che consentisse loro un inserimento nel mondo del lavoro.

Anche se il mio intervento è stato breve e poco incisivo, mentre avrei voluto evidenziare come tutt’ora il sogno di Alfonso Maria Fusco di salvare i bambini e le bambine della miseria e dai pericoli si realizza ad opera delle Suore Battistine in vari paesi del mondo, tra cui l’America Latina, il Madagascar, le Filippine, resta gratificante che la biografia del nostro Santo sia stata illustrata durante una trasmissione televisiva molto nota e con grande audience. E’ significativo inoltre che tra i Santi canonizzati da Papa Francesco si sia parlato di Lui, subito dopo i santi italiani di maggiore spessore e notorietà.

Mi auguro che tutti i cittadini di Angri siano a conoscenza di questo evento e si sentano orgogliosi di essere conterranei di un cittadino che è stato denominato da Papa Giovanni Paolo II “il don Bosco del Sud” e a pieno diritto può essere annoverato tra i benefattori dell’umanità”. Raffaella Del Pezzo, discendente di S.Alfonso Maria Fusco

 

 

Luigi D'Antuono
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