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Fondo Caiazzo, pesa una causa in corso

Luigi D'Antuono
novembre09/ 2017

 

Potrebbero arenarsi prima di arrivare in porto i progetti per la realizzazione di alcuni impianti sportivi a Fondo Caizzo. Secondo le intenzioni dell’amministrazione dovrebbero sorgere in quella zona cinque campi da tennis e una piscina olimpionica. Inoltre è prevista la riqualificazione del campo sportivo Novi.

Tutto rigorosamente a cura e spese di privati che dovrebbero rientrare dei capitali investiti attraverso la gestione degli impianti. L’obiettivo è riconverite l’intero quartiere in un polo dello sport e del tempo libero. A pesare però sul concreto prosieguo degli elaborati tecnici il contenzioso da decenni in atto tra la famiglia Caiazzo e il Comune.

Sullo sfondo una questione risalente al 1981 quando l’amministrazione dell’epoca, a cuasa del sisma dell’anno prima, requisì ai Caiazzo per ragioni di pubblica utilità due ampie aree per realizzare decine di prefabbricati: Fondo Caiazzo, appunto, e un fondo in via Concilio. I proprietari hanno, però, presentato un ricorso presso il Tribunale Amministrativo Regionale, mentre è già pendente in Cassazione un altro procedimento con cui è stato chiesto che “sia accertata e dichiarata l’illegittimità dell’occupazione del fondo denominato Fondo Caiazzo di 6mila500 metri quadri, nonché di un fondo in via Concilio di 6mila700 metri quadri irreversibilmente trasformati dall’amministrazione comunale per l’insediamento di prefabbricati leggeri a seguito del sisma del 1980 e successivamente per la realizzazione di attrezzature sportive”, è scritto nell’atto.

Un’occupazione, quindi, e non un esproprio con relativa indennità economica come previsto in casi del genere. E’ stata, quindi, chiesta la “restituzione del fondo e in via subordinata la condanna del Comune al risarcimento del danno per la perdita della proprietà e comunque la condanna dell’Ente al pagamento delle indennità per l’occupazione illegittima, oltre interessi e spese”.

Dopo trentacinque anni la vicenda non ha ancora trovato una definizione in via stragiudiziale tra il privato e la parte pubblica. In ballo ci sarebbero circa 500mila euro rivendicati dai proprietari calcolando tutte le spese e gli interessi sino ad ora maturati. Una cifra blu che se pagata potrebbe mettere in enormi difficoltà le esangui casse comunali. Per quelle aree che per anni hanno dato ospitalità a cenitnaia di famglie c’è, però, un piano del Comune.

Lo scopo è riqualificarle attraverso la realizzazione di nuovi impianti sportivi e migliorando il parcheggio a ridosso di vicolo Rodi: un paradosso considerato che i suoli vengono reclamati dai proprietari. Palazzo di Città per difendersi in giudizio ha affidato l’incarico all’avvocato Antonio Villano, esterno alla pianta organica, che fin dai primi tempi ha seguito la complessa questione per conto dell’Ente.

Si tratta di un contenzioso complesso che affonda le radici nel dopo terremoto e che potrebbe pregiudicare quanto previsto dalla giunta guidata dal sindaco Cosimo Ferraioli. L’area, infatti, non venne regolarmente esproprpita bensì requisita. Da qui la richiesta dell’indennizzo e degli interessi maturati.   Pippo Della Corte

 

 

Luigi D'Antuono
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