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Un’Altra Angri: “abbiamo una visione diversa della città!”

Luigi D'Antuono
ottobre26/ 2017

 

Non volendo essere assolutamente polemici ma solo ed esclusivamente propositivi, alla risposta garbata ma non redatta di suo pugno del Sindaco Ferraioli, riteniamo comunque necessario dovere fare un ulteriore tentativo, seppure nostro malgrado, quasi sicuramente vano.

Si parte dalla questione “5 campi da tennis”, ma è solo uno spunto per far capire che abbiamo una visione della città diversa e, ahinoi, agli antipodi di quella dell’attuale amministrazione. Mi verrebbe da chiedere inoltre se prima di far costruire i campetti l’area sarà “bonificata dall’amianto” dato che è stato urlato a lupo a lupo dall’attuale compagine compresi i recenti innesti che adesso ne tacciono.

Perché si costruiranno 5 campi da tennis? La città non aveva bisogno di altro? Sono state ascoltate le istanze ed individuati i fabbisogni? Certo che no!

Riteniamo dunque necessario fare un ulteriore tentativo di dissuasione, comunque ed in ogni caso, anche se ciò dovesse risultare vano.

Avevamo chiesto, in sede di osservazioni al PUC, di delocalizzare lo stadio laddove sorge lo svincolo della 268 e di destinare l’attuale area perAuditorium, cine-teatro, cinema all’aperto, polo fieristico ed espositivo per prodotti e macchinari dell’industria agro-alimentare.

Ci è stato risposto che “I costi per la delocalizzazione e la costruzione di un nuovo stadio sarebbero stati improponibili a meno, che la stessa associazione avesse deciso di non ricostruirlo”.

Lasciamo perdere il fatto che delocalizzazione vuol dire spostare un’opera altrove, quindi è chiaro che vorremmo che se ne costruisse un altro, ma un altro che richieda innanzitutto costi di manutenzione più sopportabili, una struttura moderna e poco dispendiosa.

Ma è possibile che una programmazione strategica contenuta in un PUC di imminente approvazione, possa tenere conto delle contingenze finanziarie e non delle opportunità di progresso?

Avevamo chiesto, sempre nelle medesime osservazioni al PUC, il cambio di destinazione d’uso dell’area G3 (fondo Caiazzo) in G4 (Parcheggi)

In prosecuzione delle osservazioni precedenti sarebbe logica conseguenza dotare di idonei parcheggi le zone da destinare ad attrezzature comuni e anche per poter servire il centro di Angri con una adeguata area di sosta in previsione della possibilità di chiudere il centro urbano al traffico realizzando l’area pedonale in prospettiva del rilancio delle attività commerciali.

Di fatti bisognerebbe anche collegare detti parcheggi con la parte centrale di via Concilio al fine di favorire la rinascita del commercio in quella strada ed adibire a centro commerciale all’aperto l’intero centro storico, tra l’altro Angri per conformazione urbanistica si presterebbe in maniera eccelsa a tale scopo.

Ci viene risposto “rispettare la destinazione d’uso dell’area, restituendo un pezzo centralissimo di città ai cittadini, dove collocare attrezzature di interesse comune”. Questo è grave ed inaccettabile. L’amministrazione non deve restituire un’area alla città, ma deve restituire un’altra città ai cittadini, una città adeguata ai tempi, svecchiata e dove si viva in maniera nuova, in maniera migliore.  Il Presidente  Alfonso Scoppa

Luigi D'Antuono
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